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Ladakh

il paese degli alti valichi 
di Marco Vasta
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questa pagina che leggi è basata sulla edizione 1988

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Trekking da Padum-Lamayuru

Sono circa 177 chilometri, 8-10 tappe con un dislivello totale che supera i 4000 metri complessivi. È il percorso più battuto dagli escursionisti che giungono a Padum con la camionale proveniente da Kargil. Essendo impossibile seguire il corso del fiume Zangskhar, si attraversano in quota alcune valli tributarie ed infine si passa nel bacino del fiume Yapola anch'esso confluente nel fiume Indo. Il tragitto è quindi movimentato e richiede il superamento di otto passi, dai 3.850 metri del Prikiti la ai 5.060 metri del Singgela. Si visitano numerosi ed importanti monasteri a Karcha, Lingshed, Wanla e Lamavuru. 

Padum (m 3564) - Karcha (m 3700) 2h km 9 + 150 

Tappa molto breve che consente di trascorrere gran parte della giornata a Padum per rifornirsi di viveri e combustibile e per visitare i dintorni. Il vicino gompa di Sani è raggiungibile con una veloce corsa in jeep ma la visita è interessante solo se è in programma la festa religiosa che da giugno è stata spostata nei primi giorni di agosto. 
Il gommone di Padum, residuato della spedizione tedesca del '76, costituiva il momento eroico della camminata nello Zangskhar: ci si affidava avventurosamente alla corrente del fiume Doda e il gommone, galleggiando a pelo d'acqua, trasportato dalla corrente, guadagnava la sponda opposta dopo cinque minuti di terrore. Il battelliere risaliva quindi la riva trascinando la zattera, tenuta insieme da toppe e pezzi di spago, per poi ripartire con rotta veloce ed obliqua verso l'approdo opposto. Nel 1985 un ponte in ferro ha sostituito quell'emozionante momento ed in due ore si giunge da Padum a Karcha percorrendo la strada sterrata che parte dal bivio presso l'Ufficio del Turismo. Successivamente il ponte è stato smontato ed ora è rimasta una passerella. 
Il villaggio di Pibiting è sovrastato dal piccolo monastero gelugpa posto su una collinetta alluvionale (Upti). Il santuario è dedicato a Padma Sàmbhava del quale racchiude una immagine nel Guru Rimpoche lhakang. Il sentiero passa accanto alla Lamdon Model School patrocinata dall'autore e dalla vendita di questo libro. Attraverso la spianata si giunge poi in riva al Doda ed al ponte (1h30'). Risalendo il ghiaione con percorso libero e faticoso ci si raccorda con la strada proveniente da Ating ed in breve si è al lodge del villaggio (m. 3.700). E’ possibile campeggiare anche nella piana a sud di Karcha (30'-2h). Dal villaggio si sale a zigzag verso il monastero. 
Karsha Chamba Ling (luogo dedicato a Maitreya) è il più grande monastero dello Zangskhar con una comunità di 80 berretti gialli. Il gompa e le bianche case sottostanti sono visibili da lontano, sarebbero proprio le case dei due insediamenti a dare il nome a dKarSha, «la bianca coppia». 

Karcha (m. 3.700)-Campo di Pishu (m. 3.450) 3h 45' + 100 350 

Da Karcha, descritta nel capitolo sulla piana di Padum, il percorso continua verso settentrione seguendo in mezzacosta il pendio che declina verso il fiume. Il sentiero non è ben delineato, attraversa e segue le terrazze dei campi d'orzo, prosegue in mezzacosta, attraversa un greto di un torrente che scende da ovest ed infine alcuni chorten segnalano nuovamente il percorso nella ampia pietraia; la mulattiera diventa unica ed evidente all'incirca alla confluenza fra lo Tsarap Lingti Chu ed il Doda (o Stod) che danno vita allo Zangskhar. Il pendio termina e la bastionata rocciosa incombe sul sentiero presso un piccolo guado, la piana di Padum ha qui il suo confine settentrionale. Due ore di marcia portano alla piana di Rinam (m. 3.550; 2h; km 8), pascolo solcato da corsi d'acqua chiara. Il villaggio si trova presso il fiume, leggermente scostato dal percorso. La mulattiera prosegue e si abbassa presso un'ansa sabbiosa per poi risalire sul pianoro alluvionale dove sorgono le case di Pishu (m. 3.500; 1h30'-3h30'), desolato paese adagiato nella brulla distesa di sassi. Oltrepassati alcuni campi, raggiungete un'ampia valletta rinfrescata da una polla di limpida acqua (m. 3.450; 15'-3h45'). 

Escursione a Zangla 

Da Pishu camminata fino al grande ponte di vimini od escursione a Zangla. Il ponte è situato all'altezza delle case di Pishu dal quale dista circa un chilometro ed è uno dei manufatti pensili più lunghi che si incontrano in Himàlaya: la sua campata è lunga ben sessanta metri. Aldilà, a destra un sentiero riconduce a Padum risalendo la valle per circa venticinque chilometri attraverso i villaggi di sTongde e Tsazar (vedi pag.: 000); proseguendo sul sentiero di sinistra si arriva a Zangla in circa un'ora. Da Zangla si può proseguire per Lamayuru.  

Pishu (m. 3.450)-Hanumil (m. 3.300) 4h10' + 100 -250 

In saliscendi viene raggiunta un'altra stretta ansa sabbiosa (30'; possibile campo in posizione non panoramica). Sempre in saliscendi il percorso arriva a Pidmo (m. 3.300, 1h40'-2h10'), minuscolo paese in una ampia conoide con verdi campi di orzo e piselli, prosegue alzandosi poi nuovamente in riva al fiume ed infine giunge ad Hanumil (m. 3.300, 2h30'-4h10'): due case poste allo sbocco di un fantastico canyon, solcato da un torrente, che si scavalca con un ponticello in muratura. All'imbocco del canyon vi è una grotta con all'interno, un chorten. 

Hanumil (m. 3.300)-Neche (m. 3.750) 6h50' + 950 -450 

Dopo una serie di saliscendi si costeggia lungamente lo Zangskhar su un altipiano dalla brulla vegetazione incontrando un piccolo guado che fornisce l'unica acqua per le prossime ore (1h), poi il sentiero sale decisamente obliquando sul pendìo sinistro della valle abbandonando il fiume ed il fondo valle per infilarsi in un vallone che si restringe fino ad una strettoia (2h15'-3h15') da affrontare con penosa salita su un sentiero in parte artificiale. Dopo l'ultimo zig zag ci si affaccia fra le rocce su un poggio panoramico che domina la valle percorsa: in basso il fiume Zangskhar scorre verso un canyon impercorribile a piedi. 
Ora il cammino affronta ampi tornanti fino al Parfila o Pensila (m. 3.950, 1h-4h15'), colle che da accesso alla valle dell'affluente Zingchan Tokpo a sua volta formato dall'Oma Tokpo e dal Ralakung Tokpo. Si scende rapidamente fino ad una sorgente (20'-4h25') e poi ancora in forte pendenza fino al torrente del quale si risale la riva destra attraversando una stretta cengia rocciosa dove i cavalli procedono con difficoltà, scendendo poi ad una spianata adatta al campeggio presso il ponticello in pietra (m. 3.500, 45'-5h10'). 
Risalendo il torrente si giunge ad una confluenza e, ad un bivio, a sinistra si prosegue lungo il Ralakung Tokpo fino alle omonime malghe da dove si raggiunge Phe attraverso il Ralakungla od Abran attraverso il Lumurla, entrambi i villaggi sono posti sulla rotabile Padum-Kargil. Risalendo a destra la valle dell'Oma Tokpo (torrente di latte) si arriva a Ringdom Gompa con un lungo tragitto che scavalca il Pingdonla (m. 5.017). 
Dal ponte si risale per evidente e ben marcato sentiero dapprima fino ad una conca con alcuni arbusti e poi obliquando su un pericoloso pendìo di sabbia fino allo Snertse la (m. 3.800; 1h30'-6h40'), posto su una lunga cresta. In venti minuti giungete ad incrociare il torrente che ha scavato l'orrido sulla destra del sentiero. Neche (Netze o Snertse, m. 3.800; 10'-6h50') offre spazio per campeggiare mentre i cavalli pascolano sui pendii posti più a est. 

Neche (m. 3.850)-Campo quota 4.000 6h 30' + 1350 1050 

Dopo un inizio in media pendenza si procede quasi in piano per circa tre ore. Si oltrepassano alcuni stalletti posti allo sbocco di una laterale: le cime circostanti sembrano a portata di mano. Quasi al termine del tratto in piano si apre una valletta laterale ed il sentiero piega decisamente a destra (ultima acqua). Questo punto non è segnalato da alcun chorten od ometto ma la traccia è evidente nel punto in cui inizia la risalita con maggior pendenza. In mezzacosta per alcune centinaia di metri, poi sul greto del torrente: con un'altra ora di salita ci si affaccia sull'Humanala (Halumala, m. 4.877; km 9, 4h), balcone di roccia sulla sottostante vallata di Lingshed. 
Rapida e ripida discesa, dapprima su sfasciumi poi su fondo sabbioso, obliquando leggermente verso sinistra fino al greto di un torrente. Già dall'alto questo punto è individuabile per un bianco chorten che lo segnala (m. 3.800; 1h-5h). E’ posto in una valletta desolata e ventosa che subito viene abbandonata per risalire l'opposto pendio. Il sentiero si alza sulle rocce per poi obliquare verso un poggio (Chapskang m. 4.100, 50'-5h50') con alcuni stalletti e quindi ridiscende costeggiando altri valloncelli fino ad incrociare un ruscello (m. 4.000; 40'-6h30', km 8). 

Campo quota 4.000-Campo quota 4.500 6h + 950 -350 

Il gompa di Lingshed (Lingshot) era famoso per la scuola di pittura che vi aveva sede ed è tuttora un convento ricco e frequentato al quale si appoggia no una cinquantina di monaci. Lo si può visitare giungendovi dopo un'ora di cammino dal campo precedente (m. 3.900, 1h, km 4) superando il poggio detto Shirkuhken la. Il monastero è stato costruito in una splendida posizione panoramica. Alle sue spalle la bastionata di rocce e le cime che svettano nel cielo azzurro scuro formano un fondale unico per colori e forme. Ai piedi del gompa scorre un canale all'ombra di alcuni preziosi alberi ed il villaggio si adagia nella conca fra campi verdi e gialli. Il dukang è posto al primo piano ed il vestibolo, anziché esser collegato al cortile, forma una terrazza che si affaccia a meridione in pieno sole. 
Si prosegue su un pendio non ripido verso un chorten ben visibile dal basso, aggirando un primo costolone (Murkub la; m. 4.200; 40'-1h40') e poi, seguendo in mezzacosta un'ampia conca, si sale verso il Netuksila (m. 4.250; 40'-2h20') per ridiscendere in mezzacosta e poi rapidamente su pendìo fino al torrente che attraversa il villaggio di Chumpado Gongma, posto mezzo chilometro più a monte (m. 3.900; 1h30'-3h50'). Poco più a valle vi sono le aie delle fattorie di Skipata (Skyumpata). Entrambe le località offrono spazio per campeggiare ed a Chumpado una casa mostra fieramente la insegna di «lodge». Dal torrente parte una ripida salita a zig zag che, senza concedere tregua, conduce sempre più in alto fino al Kubala (m. 4.400; 1h20'-5h10'). 
E’ un passo posto su una costola in parte erbosa che si stacca dal pendio. La mulattiera prosegue in mezacosta, con lievi saliscendi, costeggiando i pendii di una montagna che offre una singolare visione di guglie erosa dal tempo ed allineate a metà pendìo in rapida successione. A circa un'ora dal passo, in una conca destra del sentiero, si individua una sorgente e si pone il campo sulla spianata che è sbarrata da un muro di pietre, forse un tentativo di formare una diga per sfruttare questo invaso naturale. 
Molto più in basso sorgono le case di Yelchang (Yulchung) al quale arriva un sentiero poco frequentato che da Zangla, attraverso il Namchela (m. 4.429) ed il Labarla porta a Nerag nei cui pressi un ponte in legno scavalca lo Zangskhar per risalire verso il Singila. 

Campo quota 4.500-Photoksar (m. 4.100) 7h 40' + 700 1000 

Dal posto tappa la sgambata prosegue per circa tre quarti d'ora fino ad un teastall organizato dai monaci di Lingshed (m. 4.550; 45') e da qui con facile salita guadagna il Singe la (Senggela: colle del leone) (m. 5.060; 1h20'-2h5'). Il panorama è grandioso su ghiacciai, guglie e la valle del Yapola si allunga a vista d'occhio verso settentrione. 
Abbassandosi nella ampia conca si ammira la montagna che sovrasta ad ovest il Singila. Se dai chorten essa appariva come una cresta innevata, dal fondovalle la si ammira in tutta la sua bellezza: è una piramide slanciata che spicca nell'orizzonte essendo isolata dalle altre cime. I pendii ad occidente sono dolci ed ampie conche d'origine glaciale scendono verso la valle principale mentre la catena che delimita ad oriente la vallata si presenta come una bastionata rocciosa dove la inaudita forza dell'orogenesi ha tracciato fantastiche onde di pietra e gli strati geologici si ripiegano più volte su se stessi tracciando gigantesche sinusoidi dai colori più vari. 
La traccia corre sulla sinistra di un torrente che formerà lo Yapola Nallah. Un chorten che segnala l'incontro fra due torrenti (loc. Manichen; m. 4.300; 2h15'-4h20'). Dovete ora guadare il torrente che scende dalla vostra sinistra (Yapola). Proseguite in mezzacosta affrontando saliscendi brevi e piccoli guadi. Il sentiero costeggia alcuni mani ed attraversa ampi pendii, dove pascolano gli yak e le capre, perdendo lentissima mente quota. Il cammino si allunga di molto poiché si addentra in ogni conca laterale ed il passo che sbarra la valle sembra irraggiungibile e distante. Questo passo è posto su una dorsale di rocce e sabbia e divide la valle da cui scendete da quella del Photang Nallah. I due fiumi confluiscono proprio ad est del passo cui si accede con una breve risalita (Boumitse la; m. 4.450; 2h30'-6h20'). Ad oriente le pareti a picco racchiudono un profondo canyon ed in basso, a settentrione, si apre la piana di Photoksar dove si scende rapidamente attraverso pendii ricchi d'acqua (m. 4.100; 1h-7h20'). Il villaggio sorge a circa duecento metri a valle del ponte sul fiume Photang; una ventina di case, una cappella di recente costruzione ed in alto, arroccato presso la parete, l'eremo kagyupa di PhugTosar. La valle è ricca di pascoli e le fattorie offrono latte e yogurt. Dal ponte il sentiero risale la riva sinistra del fiume ed un nuovo sentiero è stato tracciato anche su quella destra. Si attraversano i campi di un paio di fattorie e si arriva ad un secondo ponte che congiunge le due rive, fra questi pascoli è consentito campeggiare (20'-7h40'). 

Photoksar (m. 4.100)-Franjila (m. 3.300) 7h 40' -1600 + 900 

La valle del Photang scende da ovest, con un'ampia curva, verso i pascoli dove si è campeggiato mentre il sentiero, alzatosi fino ad un paio di chorten, si addentra in una valle che scende da settentrione e rapidamente con facile percorso si porta sotto il Sirsirla. La salita sembra infinita se compiuta a fine tappa ma è veloce se siete partiti da Photoksar. Dopo un falsopiano risalire i pendii di destra e con ampia curva guadagnare senza sforzo al valico (evitate il sentiero che porta dritto in quota). Il Sirsirla (Shilshila, m. 4.990 o 4.805, 2h10') offre un ampio panorama verso la valle del Tang ad ovest e verso i calanchi e le guglie del Niuchela a nord. Proseguendo verso settentrione seguire la Variante delle gole di Shillakon, pag.: 000) 
Dal Sirsirla obliquare verso destra fino ad un ponte che porta sulla riva sinistra del torrente Spandang Tokpo (Spang o Tang, m. 4.500, 1h-3h10') e proseguire in discesa, poi in mezzacosta, fino alle case di Hanupatta, precedute da alcune fattorie (m. 4.100; 1h30'-4h40'). L'oasi è lunga alcuni chilometri, molti i posti ombrosi. La pista continua nella valle, che si restringe sempre più, fra spiazzi sassosi e boschetti di arbusti. Le gole di Hanupatta sono terrificanti: pareti di roccia, sabbia e sassi, incombono su di voi ed il cielo diventa una stretta lama azzurra. Il canyon è lungo circa tre chilometri e a metà un chorten segnala la confluenza fra i torrenti Spandang e il Yapola. Si riguadagna la riva sinistra passando su un ponte naturale formatosi da una gigantesca frana che inghiotte il fiume per una decina di metri. Ad un centinaio di metri dalla frana il sentiero è scavato nella roccia. Poco dopo il sentiero esce dalle gole, guadagna la riva destra su un altro ponte ed in mezzacosta conduce in breve all'oasi di Phanji la (Franjila, m 3.300, 3h-7h40'); acqua, albicocche, prati, ma nessun pascolo per i cavalli. 

Deviazione per Alchi e Chiling

Dal villaggio un sentiero risale la valletta laterale del torrente Ripchar ed attraverso il Konkela (m. 4.907) dà accesso alle valli dello Sham verso Mangyur Gompa ed Alchi Gompa oppure permette di collegarsi con le valli del basso Zangskhar e del Markha, raggiungendo Sumdo gompa. 

Franjila (m. 3.300) -  Prikiti la (m. 3.850) - Lamayuru (m. 3.500) + 650 450 

Poco dopo Franjila si incontrano numerosi tratti di strada già preparati per la camionale di fondovalle, li si segue fino al villaggio di Wanla. Il percorso continua sulla sponda destra fra campi e frutteti di albicocche fino a giungere proprio sotto una fortezza (2h). 
La fondazione del monastero di WanDa (Wanla) è attribuita a RinChen ZangPo (11° secolo). Il complesso degli edifici domina la confluenza fra lo Yapola e lo Shillakong. L'occhio è attratto dalla rossa facciata del tempio ma ancor più colpisce l'attenzione l'enorme torre diroccata che componeva la gigantesca fortezza eretta da re Lachen Naglug nel 12° secolo. La fortezza è in gran parte crollata. Ben conservato il monastero, il tempio ospita interessanti dipinti murali simili a quelli di Alchi: sono quelli originali e riproducono i principali Bodhisattva ed i loro mandala. Nella cappella vi è una grande immagine statua di Avalokiteshvara con le undici teste, affiancata da quelle di Manjushri e Maytreya; sono inoltre presenti Atisha ed i principali maestri kagyupa. 
In riva al fiume vi è un ristorante ed un ponte conduce alla scuola; il percorso si alza di una cinquantina di metri in lieve pendenza fino alle case di Shila poste all'estremità occidentale dell'oasi. La strada per le jeep, conduce in senso opposto e sbuca nella valle dell'Indo presso Khalsi. Dal ponte di Shila si prosegue oltre il villaggio sulla riva sinistra del torrente Shilakong Tokpo ed una mezza dozzina di chorten segnalano il bivio da dove il sentiero si addentra nel canyon sabbioso (40'-2h40') che, con dura salita, conduce all'ultimo valico Prikitila (passo delle lucertole, m. 3.850; 2h-4h40'). 
Si scende in una conca solcata da dossi sabbiosi formati dall'erosione e si arriva alla prima acqua (35'-5h15'), abbassandosi poi ai campi ed al greto di un torrente (20'-5h35'), lo si risale e Lamayuru appare in alto. Si passa sotto il monastero e dai campi si risale attraverso il villaggio fino al gompa. Il trekking è finito (1h-6h35'). 

Variante delle gole di Shillakong 

Se le gole di Hanupatta sono intransitabili, proseguite l'antico sentiero delle gole di Shillakong. Dal Sirsirla si perde quota obliquando verso sinistra fino a guadare lo Spandang (m. 4.500) e risalendo faticosamente verso il Niuchela. Il paesaggio non mancherà di stupirvi ancora una volta: le formazio ni rocciose si presentano sotto forma di guglie di erosione il cui colore predominante è il verde della serpentina e lunghe striscie azzurro-cobalto solcano i pendii. Il Niuchela (Sniogutsela m. 5.050) conduce agli alpeggi di Shillakong (m. 4.450) da dove un sentiero si dirama verso il villaggio di Kanji valicando lo Yogmala (m. 4.700), il vostro percorso volta ad est seguendo il fondovalle e si addentra nelle gorge.
Il canyon è più lungo di quello di Hanupatta ma meno affascinante, il greto del torrente è ampio ed è necessario affrontare una ventina di guadi relativamente facili poiché la corrente non è pericolosa. Dovrete pernottare nella gola, vi è un ampio spazio nei pressi di una grotta posta sulla parete di destra. Nella mattinata si giunge al termine delle gole, nei pressi di una sorgente termale incanalata in una piccola fontana ed, in breve, alle case di Shila, alle sue albicocche e ci si immette nel vallone del Prikitila

Padum-Zangla-Lamayuru 

Percorso molto difficile per i cavalli, salta il monastero di Lingshed. Da Zangla si raggiunge in breve Honia dove si trova l'ultima acqua prima del passo. La salita da affrontare è ardua e pericolosa ed a fatica si raggiunge il Namche la (m. 4.430; Shingla). Si entra quindi in una valle di curiose formazioni di tufo che possono ricordare quelle della Turchia. Si scende il pendio nella valle dello Bangche Tokpo ed un buon luogo per campeggiare è presso Karmaphu. Si prosegue affrontando numerosi guadi per poi risalire una valletta che conduce al Nerag la (Labar la, m. 4.900). 
Dal passo lo sguardo spazia verso le gole dello Zangskhar e le montagne attorno a Lingshed. Si deve scendere sempre su un sentiero difficile e pericoloso. Sono più di 1500 metri di dislivello che conducono al villaggio di Nerag (Niraq). Qui il fiume Zangskhar è valicato da un ponte in legno che conduce sulla sponda sinistra. Dai 3.400 metri di quota del fiume si sale dapprima ai 3.880 metri del passo Chochogori per poi scendere a Yelchang. Da queste poche case si può salire a sinistra verso Gongma e verso Lingshed oppure iniziare la lenta salita verso il Sirsila.

Indice della guida on line

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