BOLIVIA Evo Morales presidente dei poveri
Ha 43 anni, è un indigeno aymara,
è bello, amatisso ed è la bestia nera dell'amministrazione
statunitense che ha tentato in ogni modo di farlo estromettere
dal parlamento. Evo Morales, segretario del Mas (Movimento per
il socialismo), il secondo partito del paese con 35 deputati e
due senatori, ha tutte le caratteristiche del capo
carismatico. E' il leader indiscusso dei contadini che
coltivano la coca e uno dei punti di riferimento del movimento
indigeno. La sua famiglia ha lasciato Oruro, zona delle
miniere, per il Chapare e in Evo l'esperienza politica dei
minatori, protagonisti di lotte epiche negli anni 50-70, si è
saldata con la visione comunitaria deicontadini andini.
Sindacalista giovanissimo, diventa presto responsabile della
Federazione del Tropico di Cochabamba. Dopo la marcia per la
coca e la per sovranità nazionale del 1994 pone le basi del
nuovo partito, quindi le elezioni presidenziali dove non viene
eletto per un soffio. Aveva offerto la vice presidenza a
Domitilla, la leggendaria leader delle mogli dei minatori di
Potosì. E' recente un'ambigua denuncia fatta dall'ambasciatore
Usa al vicepresidente Carlos Mesa su un colpo di stato
preparato dal Mas, in cui però doveva restare ucciso lo stesso
Morales con il numero due Antonio Peredo, fratello di Coco,
morto con il Che.
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