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28/10/2020 01:30:06

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Vita e insegnamenti di lama Tzong Khapa

Thurman Robert A.; Mullin Glenn H.; Berzin Alexander


Editeur - Casa editrice

Chiara Luce

Religione
Buddhismo
Vajrayana
amdo

Città - Town - Ville

Pomaia

Anno - Date de Parution

2003

Pagine - Pages

312

Lingua - language - langue

italiano

Curatore

Catalano L.)


Vita e insegnamenti di lama Tzong Khapa Vita e insegnamenti di lama Tzong Khapa  

Je Tzong Khapa, (1357 - 1419), è venerato come uno dei più importanti lama e yoghin tibetani, i cui eclettici e analitici studi e meditazioni, compiuti sotto la guida di maestri di tutte le scuole tibetane dell'epoca, (Kadam, Sakya, Kagyu e Nyingma), hanno avuto come risultato la fondazione della scuola e sistema dottrinale dei Ghelupa, la cui grande importanza nell'eredità e nella preservazione del Buddhismo tibetano viene universalmente riconosciuta.

Vita e Insegnamenti di Tzong Khapa riunisce per la prima volta varie opere estremamente importanti e utili di Lama Je Tzong Khapa riguardanti la sua figura, testi che includono aspetti trascendentali dei Sutra, dei Tantra e della meditazione sulla visione superiore della vacuità, insieme a conversazioni mistiche con grandi bodhisattva e poemi profondamente spirituali in lode a Manjushri, Maitreya e così via.

L'antologia si conclude con vari canti di lode e riconoscimento a Tzong Khapa, di toccante intensità, composti da famose e realizzate personalità del Buddhismo Tibetano, quali il Settimo Dalai Lama, l'Ottavo Karmapa, Dulnagpa Paldem, Kedrub Je e altri ancora, volti a celebrare il suo incommensurabile contributo al Buddhismo Tibetano.

 



Recensione in lingua italiana

Lama Tzong Khapa, biografia
Verso la fine del XIV secolo, in Tibet si potevano distinguere quattro correnti buddhiste principali, formatesi durante le due prime fasi di sviluppo del buddhismo e tutte collegate direttamente con alcuni famosi maestri indiani: la Nyngma con Padmasambhava e Shantirakshita, la Sakya con Dharmapala e Virupa, la Kagyu con Naropa e Maitripa, la Kadam con Atisha. Vi erano anche numerose sottoscuole e, nella pratica individuale, intrecci di differenti lignaggi.

In quel periodo visse il grande Lama Tzong Khapa, guru del primo Dalai Lama. Je Tzong Khapa, chiamato familiarmente Je Rinpoche, nacque nel 1357 nella regione di Amdo, nella parte orientale del Tibet allora vicina al confine cinese. Servendosi della scienza interpretativa dei sogni e mettendo insieme elementi di varie visioni che avevano avuto, i suoi genitori giunsero alla conclusione che il nascituro dovesse essere un'incarnazione di Manjushri, personificazione della saggezza illuminata. Altri segni indicavano che il bambino avrebbe avuto le qualità di Avalokiteshvara e Vajrapani: compassione infinita ed energia spirituale.

Anche un famoso lama che stava facendo in quei luoghi un ritiro su Yamantaka (manifestazione terrifica di Manjushri), aveva avuto una visione: gli era apparso Yamantaka che gli annunciava che l'anno successivo sarebbe venuto in un villaggio nella terra di Tzongka. Nella sua ricerca per capire il significato della visione, il lama giunse al villaggio proprio mentre stava per nascere Lama Tzong Khapa, perciò disse ai genitori che anche lui aveva ottime ragioni per credere che il bambino sarebbe stato un essere speciale...

Je Tzong Khapa passò gran parte della sua giovinezza e dell'età matura -in pratica tutta la sua vita- studiando con i più grandi lama del suo tempo e delle varie correnti allora esistenti; meditò secondo i loro insegnamenti e partecipò ai dibattiti nelle più importanti università monastiche Nyngma, Kadam, Kagyu e Sakya. Fu così che raccolse tutte le tendenze fondamentali che dall'India erano arrivate al Paese delle Nevi.

All'epoca di Lama Tzong Khapa vi erano ancora diffusi malintesi circa il corretto modo di praticare i Sutra e i Tantra, che spesso venivano considerati due sentieri dell'illuminazione completamente differenti, se non in contraddizione. Con i suoi insegnamenti e il suo esempio, Je Rinpoche mostrò come si potesse praticare il tantra mantenendo le regole del Vinaya. Con i suoi scritti, inoltre, riunì in un'unica sintesi l'essenza di tutte le diverse tradizioni. Il monastero di Ganden, da lui fondato, divenne ben presto un modello per gli altri numerosi monasteri che sorsero in tutto il Tibet a opera dei suoi discepoli.