|


clicca
per ingrandire
|
Orgogliosi difensori dei propri
culti di fronte all'invasione musulmana del IX secolo d.C., i Bamana, di
ceppo Mandinka (abitanti del Mande), in quasi due milioni sono attualmente
stanziati nelle regioni occidentali e meridionali del Mali, riuniti in un
reame retto dal fama (re) e suddivisi in villaggi sottoposti
all'autorità di un capo, dougoutigui.
La maggior parte
del popolo Bambara si dedica all'agricoltura, principalmente alla
coltivazione del miglio. I contadini allevano anche il bestiame: bovini,
pecore, cavalli, polli. Ogni popolo Bambara è composto da diverse casate,
normalmente discendenti di una stessa famiglia.
Ogni casa, o gwa, è
responsabile del mantenimento di tutti i suoi membri. Le case sono molto
grandi, e arrivano ad ospitare fino a 60 membri. Al centro di ogni
villaggio si trova un baobab dove i più anziani dirimono le dispute e
prendono decisioni. Il capo di ogni popolo svolge un ruolo di
intermediazione tra i membri della famiglia e gli spiriti degli antnati.
Il matrimonio (poligamico) è molto importante per la struttura sociale
del gruppo, e, sebbene sia molto costoso, viene ritenuto un vero e proprio
investimento. Alto il numero di figli per donna, una media di otto, che
costituiranno il patrimonio di forza lavoro della famiglia. Complessa la
struttura sociale e gerarchica del gineceo in cui la prima moglie riveste
un ruolo di supremazia. Anche le donne anziane possono avere pretendenti,
poiché quante più spose un uomo possiede tanto maggiore è il suo
prestigio.
La vita comunitaria è regolata da
due gruppi di società iniziatiche, il primo delegato all'insegnamento e
all'iniziazione dei giovani, il secondo per gli adulti che vogliono
acquisire più poteri e forza: la n'tomo, che raggruppa
i giovani non ancora circoncisi, la kore, a cui accedono i giovani
circoncisi e finalizzata alla pratica dei culti legati alla fertilità dei
raccolti e all'abbondanza di pioggia, la nama, piccola società
riscontrabile solo in alcune zone; la komo, la kono e la
tyi wara riservate agli adulti, le prime due destinate a regolare la
giustizia e sancire i momenti salienti inerenti nascita morte e culto degli
antenati, mentre la terza è finalizzata a sovraintendere ai riti agrari.
Nella zona centrale del
territorio Bamana la società iniziatica djo, aperta anche alle donne,
è finalizzata a consentire ai giovani il passaggio alla società adulta, come
la kore; il culto di gwan, stadio superiore del culto di djo, esercita in controllo sulle cerimonie connesse ai riti della
fertilità.
|
 |