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3 ottobre  2002

Ouadane, Tichitt, Chinguetti o Oualata, oggi isolate, perdute ed inaccessibili...

Fondate dal II al VI secolo dell'Egira (IX-XIII sec. d.C.), le quattro antiche città carovaniere di Ouadane, Tich÷tt, Chinguetti e Oualåta (in arabo: Wadan, Tist, Sinq e Walata) sono gli ultimi testimoni della prosperità della Mauritania medioevale, punto di convergenza ove si incontrarono l'Andalusia, il Mondo Arabo e l'Africa saheliana. Non si trattò solamente di un incrocio fisico, di rotte carovaniere che collegavano il Maghreb con l'Africa saheliana oltre il Sahara, ma di un crogiuolo di fusione e di diffusione della cultura andalusa e di quella dell'Africa nera, luogo di scambio di beni e di conoscenze. Questa regione seppe divenire un focolare di creazione e d'ispirazione, punto di irraggiamento di un'intensa vita religiosa ed anche di attività scientifiche ed artistiche.

Ma queste città, il cui ciclo si è concluso, corrono il rischio di essere inghiottite dalle sabbie del Sahara. Lunghi periodi di siccità, epidemie, e talvolta carestie, le hanno segnate irreparabilmente. Svuotate di gran parte dei loro abitanti, sono ormai inermi di fronte all'inesorabile avanzata del deserto.

Non si tratta tanto di restaurare dei monumenti o di ricostruire degli edifici, ma soprattutto di ridare una ragione di vita a queste quattro città. Occorre intraprendere uno sforzo di rivitalizzazione totale della regione, cercando di coniugare razionalmente la tradizione con le esigenze moderne.