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La pista che da Tidjikja porta a Oualata una ventina di anni fa non appariva nemmeno segnata sulla carta Michelin. Ma noi sapevamo di una spedizione scientifica francese che aveva operato in quella regione dove nell’antichità esisteva un enorme lago, con i suoi villaggi rivieraschi, i suoi porticcioli, tutta una civiltà lacustre scomparsa con il prosciugamento le cui testimonianze restano oggi abbandonate e invase dalle sabbie del deserto. Oggi quella pista è stata percorsa da molti gruppi che ne sono ritornati entusiasti. Proponiamo quindi questo itinerario di straordinario fascino alla scoperta di oasi perdute nel grande Sahara e delle rovine di antiche e ricche città dove un tempo transitavano le lunghe carovane dirette alla mitica Timbouctou sul fiume Niger. In volo a Dakar, da dove in bus raggiungiamo Rosso e con le nostre fuoristrada puntiamo verso est per Aleg su buon asfalto. Ancora 140 km su quella strada costruita dalla cooperazione europea e imbocchiamo la pista sabbiosa al bivio di Cangarafa. Raggiungiamo Moydjeria e superiamo il passo Acheft che immette sull’altopiano del Tagant. Quindi l’oued El Abiod con bellissimi palmeti e proseguiamo per Tidjikja da dove inizia la traversata per l’antica Oualata. Tidjikja ha un bel palmeto, ben conservata la città vecchia e le caratteristiche case decorate geometricamente; da vedere la Moschea e il mercato, ultimo punto di rifornimento prima della traversata dell’Aouker. Si parte verso est; paesaggio piatto, si viaggia sul reg dell’altopiano del Tagant. Pozzo di Lekhcheb, si prosegue sull’altopiano del Tagant che prende il nome di Dhar Tichit in un paesaggio favoloso fra dune e rocce; passaggi difficili tra le falesie rocciose. Si scende dall’altopiano al livello del vecchio lago dell’Aouker. Si infila una gola sabbiosa tra due falesie di roccia in leggera discesa. Tichit: città famosa per la sua architettura in pietra a secco, finestrelle triangolari e decori geometrici tutti in pietra: purtroppo la vecchia città è semisommersa dalla sabbia, visitiamo la moschea e l’interno delle case. In due ore si raggiunge Akpeijif piccolo villaggio; riprendiamo la pista e, dopo un’ora e mezza si costeggia una bassa falesia di macigni sulla sommità della quale si trovano resti neolitici e tombe preislamiche. Si viaggia sul fondo piatto dell’Aouker tenendo a sinistra verso nord la falesia distante 10-15 km. Pozzo di Thionimet. Poco dopo si incontra una gola di roccioni su cui si trovano graffiti rupestri (giraffe, cervi, ecc.). Dopo una zona di dune a mezzaluna (barkana) dalla sabbia si eleva una cresta rocciosa alta 150 metri e lunga circa 300, a forma di castello di pietra basaltica con molte cavità in cui si possono trovare utensili in pietra: macine, mole, pestelli, asce, raschiatoi, punte di freccia, ecc. Si raggiunge il pozzo di Aratame, poi si passa all’hammada, terreno roccioso su cui si trovano macine e tombe, la località si chiama Emedel El Akdhar, arriviamo al pozzo Tinigaji. Dopo un grande oued si incontrano 30 km molto accidentati e siamo costretti a zigzagare tra grossi macigni: anche qui si trovano reperti neolitici. Poi torna la sabbia con dune a barkana: tra queste giaceva lo Stonefield abbandonato per guasto irreparabile nel corso della grande Avventura Africana 2ª dell’80-81, ormai spogliato e cannibalizzato di tutto, con in evidenza l’adesivo di Avventure nel Mondo. Poi si prosegue per il Pozzo Oujaf: molti cammelli all’abbeverata e nei dintorni. Si viaggia su un reg discreto e poi ricominciamo le dune. Tra le dune è molto difficile infilare il passaggio giusto, (sembra sia l’unico!), non più largo di 10 metri, in discesa, che punta il pozzo Jemel. Si arriva a Oualata costruita sul fianco della falesia; gente ospitale, caratteristiche case decorate con argilla colorata, moschea molto antica semisommersa dalla sabbia. Lasciamo la nobile e antica Oulata per Nema: siamo al limite del Sahel, ricompare la vegetazione e gli animali. Visitiamo la moschea, il mercato, incontriamo la gente molto curiosa e gentile. Rapido rientro alla capitale per l’incredibile autostrada che traversa tutto il paese per Timbedra, Aioun El Atrouss, Kiffa, e in volo in Italia. |
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