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Note tecniche

Durata
Dai sette ai dieci giorni solo per il trekking.

Difficoltà e rischi
Difficoltà e rischi sono notevoli, soprattutto si corre il pericolo di rimanere bloccati nello Zanskar e dover affrontare il djumlam, cioè il sentiero che porta da Zangla a Markha. Questa soluzione è faticosissima poiché si devono affrontare molti valichi con temperature glaciali. Qualche viaggiatore ha quindi preferito ricorrere all'uso dell'elicottero per evadere da Padum. Dal villaggio si può risalire fino al villaggio di Reru, visitando i monasteri di Bardan e Mune. È pericoloso proseguire verso il monastero di Phuktal: questa parte della valle è oggetto di slavine che spazzano i pendii ed il percorso è molto pericoloso.

Oltre al freddo diurno e notturno, un ulteriore problema è dato dal fatto che, quando ci si bagna, occorre cambiarsi il prima possibile. Si passa la serata intorno ai fuocherelli nelle grotte ad asciugare calze e scarpe.Poiché le gole non sono percorribili d'estate sul greto si trova tantissima legna trasportata dal fiume.

Accesso

Riuscire ad arrivare a Leh per via aerea è già un’avventura poiché i voli sono spesso cancellati e Leh rimane isolata dal resto dell'India.

Clima e temperature medie
Il clima è estremamente rigido, la temperatura varia. Media diurna: -10°. Media notturna: -20° fino a -35°. Ci si muove continuamente al freddo. Nelle giornate serene, dove batte il sole, ci si sente al caldo purché non si alzi il vento. A parità di irradiazione solare, maggiore è la velocità del vento più bassa è la temperatura. Il vento può essere causa di assideramento (perdita di calore per «convenzione»).

Attrezzatura

Da alta quota. Gli sci da fondo si possono usare solo nella piana di Padum. La calzatura ideale sono i "canadian boots", consiglio i modelli della Sorel. Di notte si deve trovare riparo nelle grotte lungo il fiume. Non si trovano molti spazi per piantare più di una tenda e non è il caso di montarla sul ghiaccio del fiume. D'altro canto è molto difficile piegare una tenda con i teli ghiacciati dalla condensa notturna.

Molte agenzie inganno i clienti dichiarano che si dorme in tenda, poi i partecipanti riferiscono che questo è risultato impossibile. On ogni caso per ospitare i portatori occorre fare tappa presso le grotte.

Il ghiaccio

Il fiume ghiaccia per il freddo ma la superficie non è sempre liscia.

  • Variazioni di temperatura possono sciogliere il ghiaccio in superficie, si crea acqua che copre il ghiaccio e quando si abbassa nuovamente la temperatura si formano strati di ghiaccio ed acqua.

  • Variazioni di temperatura possono sciogliere i pendii nevosi in valli superiori ed esterne al canyon. L'acqua segue l'alveo dei torrenti immissari e penetrando sotto il ghiaccio lo fa alzare e rompere.

  • Il passaggio di perturbazioni comporta in genere un aumento della temperatura e quindi ad una possibile rottura del ghiaccio in banchi.

  • Nei tratti non ghiacciati, prima o dopo il periodo consigliato occorre effettuare passaggi di roccia per evitare in punti all'apparenza insicuri.

I fenomeni sopra descritti sono in genere di breve durata ed in  due o tre giorni si riforma il ghiaccio solido e sicuro.

Progressione sul ghiaccio

Vi sono varie tecniche di progressione. Sul ghiaccio vivo i locali pattinano, quasi scivolando con i "pabbu", gli stivali di feltro, oppure indossano i "gum-boots", stivaloni dell'esercito indiano. Sui tratti innevati la neve è talmente polverosa da rendere inutili racchette o sci da fondo. Inutili i mezzi ramponi da cacciatore.

Affrontare il percorso invernale è un’avventura che non ha pari in tutta l'Himàlaya ed il Ladakh non offre altri trekking invernali così suggestivi Come acclimatazione consiglio di trascorrere qualche settimana nella piana di Leh in coincidenza con le feste invernali.