Lana e scialli

Su Cristo morì in Kashmir? Giardini Moghul Lana e scialli

Gli scialli del Kashmir sono famosi per l’estrema finezza dei loro intricati ricami e per l’incomparabile qualità della lana color crema, detta «pashmina», che proviene da capre che vivono a quote superiori ai 4000 metri nelle lontane regioni del Ladakh orientale. Questa lana è leggera ed estremamente calda; non tutto il vello può essere usato per filare la «pashmina» ma solo il pelo del sottogola. È quindi un prodotto costosissimo (la lana conosciuta come cachemire è oggigiorno prodotta in Mongolia.), non certo per l’esosità dei pastori, ma per la rarità della capra pashmina, l’ibex himalayano (Capra sibirica) animale semiselvatico che talvolta le genti dello Shyok riescono a addomesticare ed allevare.

Tessere scialli è sicuramente una specialità kashmira da almeno mezzo millennio. La parola shawl non fu usata fino al 1533, quando Nagz Beg di Khokand in Asia centrale regalò al suo maestro Mirza Haider Dughlat un drappo tessuto con lana pashmina. Al maestro che gli chiedeva il nome di quella stoffa sconosciuta, Beg rispose: «shawl» usando un termine che a Khokand significa «coperta». Da allora la parola si diffuse in Asia e poi nel mondo per indicare i prodotti tessuti con lana di pashmina (questa confusione di termini è comune fra i viaggiatori ed aneddoti simili sono narrati sull’uso del nome «lama» in Perù o «canguro» in Australia.). Secondo la tradizione fu poi un artigiano di nome Ala Baba che iniziò l’arte di ricamare gli scialli. Una gallina aveva camminato su un candido scialle appena tessuto ed Ala Baba, non riuscendo a coprirne le impronte, vi ricamò sopra usando fili dai diversi colori.

Nel 1796 l’ambasciatore Sayyid Yehyah, che la leggenda vuole cieco, visitò il Kashmir proveniendo da Bagdad ed ebbe in dono uno scialle dal governatore afghano di Srinagar. Sayyid lo regalò al Khedivé d’Egitto e lo scialle finì nel bottino di guerra di Napoleone. Le dame della corte francese fecero a gara per drappeggiare sulle spalle quest’ultima novità della moda proveniente dall’oriente mentre furoreggiava lo «stile impero». La domanda di scialli fu enorme e crebbe a dismisura: ben 40.000 telai furono all’opera per esaudire una richiesta di mercato che non aveva precedenti. Nel 1820 l’esploratore Moorcroft[13] imparò l’arte della tessitura soggiornando in Kashmir ed ebbe modo di vedere le capre del Ladakh da cui proveniva la lana. Inviò le informazioni nella madrepatria, esempio ante litteram di spionaggio industriale, ma la qualità inglese del filato non può certamente rivaleggiare con quella orientale.

Kashmir Flashpoint Per seguire le vicende del Kashmir
consulta anche il dossier della BBC in continuo aggiornamento.

Alcune domande sul conflitto in Kashmir in un dossier della BBC
preparato nel 2000


dal 27 dicembre 2001


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