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Dona Flor e i suoi due mariti

Amado Jorge

Editeur - Casa editrice

Garzanti Libri

America
America del Sud
Brasile

Anno - Date de Parution

1985

Pagine - Pages

585

Lingua - language - langue

italiano

Edizione - Collana

Elefanti, Narrativa

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Dona Flor e i suoi due mariti


Dona Flor e i suoi due mariti Dona Flor e i suoi due mariti  

Un grande romanzo di Jorge Amado

"Dona Flor e i suoi due mariti" è un romanzo che lo scrittore brasiliano Jorge Amado ha pubblicato nel 1966 e che rientra nel novero dei capolavori del '900 letterario,
Anzitutto il romanzo va inquadrato in quel fenomeno che potremmo definire della narrativa Sud-Americana che sconvolse il panorama letterario internazionale nella seconda metà del '900; mentre infatti il romanzo del mondo Occidentale, Usa compresi, soprattutto dopo James Joyce, veniva dichiarato morto come genere letterario, dall'America Latina arrivarono romanzi che così vivi e innovatori da mettere in discussione una dichiarazione di morte forse un po' egocentrica e affrettatata. Stiamo pensando ad autori come Gabriel Garcia Marquez, con il suo "Cent'anni di solitudine", a Luis Sepulveda e a Jorge Amado, appunto.
Era un po' ingenuo pensare che fosse finito il gusto del raccontare, della fiction letteraria; forse nell'Occidente era rimasto poco da dire, e quindi l'attenzione si rivolse a mondi nuovi che la letteratura permetteva di scoprire nuovi mondi da raccontare.
Jorge Amado è uno scrittore brasiliano, nato a Bahia nel 1912 e morto nel 2001. La sua fama letteraria fu ostacolata dalle condizioni politiche del Brasile, considerato anche che la sua prima produzione letteraria era quel che si diceva "socialmente impegnata". Quando inbatvece, nel dopoguerra, cominciò ad essere meno rivoluzionario e più aderente al suo mondo, anche la sua fama letteraria crebbe.
Quello di Dona Flor è stato definito un romanzo sorridente e magico. La protagonista è una ragazza esperta di cucina e che in prime nozze sposa Vadinho, un giocatore irresponsabile, ma grande un grande amante; quando questi inevitabilmente soccombe al tipo di vita che conduce, lei lo rimprovera aspramente e ricorrendo alla magia riesce a riportarlo in vita solo per lei.
Intanto Dona Flor, dopo un periodo di irreprensibile ma sofferta vedovanza, sposa il farmacista Teodoro, che la porta ad una rispettabile vita piccolo-borghese, dove tutto è prevedibilmente programmato, compresi gli amplessi matrimoniali al mercoledì e al sabato sera (al sabato con bis).
Il fascino del romanzo deriva comunque dallo svolgersi della vicenda a due livelli, quello di superficie fatto di perbenismo religioso e di valori piccolo-borghesi, e quello più intimo e profondo di personaggi che vivono la loro passionalità avendo sincretizzato le credenze delle loro lontane origini Africane; ne deriva un mondo in cui il reale e l'irreale si confondono, dove Vadinho può tornare dall'oltretomba a soddisfare la moglie insoddisfatta, andando nel contempo a sconvolgere le carte nelle bische

 

Consulta anche: Biografia e bigliografia di Amado us Leonardo.it


Recensione in lingua italiana

Jorge Amado, grande scrittore brasiliano scomparso di recente, era nato il 10 Agosto 1912 in una fattoria nell'interno di Itabuna nello stato di Bahia, in Brasile. Figlio di un grande proprietario terriero produttore di cacao (un cosiddetto "fazendeiro"), fu testimone fin da bambino delle lotte violente che venivano scatenate per il possesso della terra. Si tratta di ricordi indelebili, più volte riutilizzati nella stesura delle sue opere.

Attratto dalla letteratura fin dall'adolescenza , si propone subito come giovane ribelle, sia dal punto di vista letterario che politico, scelta fra l'altro alla quale il grande "cantore di Bahia" non ha mai deflesso, anche quando i pericoli erano assai minacciosi (ad esempio, negli anni della dittatura nazista, che, se avesse vinto, rischiava di contagiare anche le civiltà sudamericane).
Inoltre, è utile sottolineare che il Brasile della gioventù di Amado era un Paese assai arretrato e ancorato a tradizioni che gettavano le loro radici addirittura nel sistema schiavistico, peraltro a quel tempo recentemente smantellato. Un Paese, quindi, che guardava con sospetto e timore a qualsiasi forma di "sovversione". Infine, la forte crisi economica e la conseguente apertura delle frontiere, che determinò un fortissimo flusso migratorio di tutte le razze (italiani compresi), non faceva che minare il senso di sicurezza dei cittadini, desiderosi vieppiù di garanzie e stabilità.

In questo mondo attraversato da profonde trasformazioni Jorge Amado esordisce non ancora ventenne con il suo primo romanzo "Il paese del Carnevale", storia di un giovane che non riesce a trovare la sua strada in una società che rifiuta di affrontare i problemi per ignorarli o mascherarli con trucchi di vario genere, fra cui appunto il mitico Carnevale. A proposito di questo primo romanzo, l'Enciclopedia della Letteratura Garzanti così scrive: "qui già si delinea la sua fisionomia di narratore realista, inclina ad una sorta di populismo romantico, legato alla gente e ai problemi della terra bahiana".

Seguirono subito dopo due romanzi di impegno sociale "Cacao" e "Sudore": il primo sul drammatico problema degli "affittati" (in pratica schiavi utilizzati nelle piantagioni di cacao), il secondo sulla condizione non meno drammatica del sottoproletariato urbano. Ma il grande esordio che lo pone davvero all'attenzione di tutti, anche al di fuori del mondo delle lettere, avviene nel 1935 con il romanzo "Jubiabá", dal nome del protagonista, il grande stregone negro di Bahia. Romanzo provocatorio quant'altri mai per la mentalità brasiliana, a causa dell'intensa narrazione che vede protagonisti cultura e personaggi negri (in un paese la cui cultura ufficiale aveva fino ad allora negato il valore della cultura negra in quanto tale), nonché una storia d'amore di un uomo nero con una donna bianca (argomento assolutamente tabù). Infine, sullo sfondo sono tratteggiate le vicende di un grande sciopero, visto come il superamento delle differenze razziali nella lotta di classe. Insomma, un gran calderone che infrangeva in un una sola grande narrazione tutte le fragili, ma al tempo stesso radicate resistenze della cultura brasiliana

A quel punto il cammino di Jorge Amado è tracciato, la sua scelta ideale di vita troverà nelle opere successive una serie di precise conferme mentre le sue scelte politiche, come l'adesione al Partito Comunista, provocheranno più volte il suo arresto e l'esilio. Finita la seconda guerra mondiale, infatti, costretto ad allontanarsi dal Brasile con l'ascesa alla presidenza di Enrico Gaspar Dutra, Jorge Amado vive prima a Parigi e poi, vincitore del premio Stalin, passa tre anni nell'Unione Sovietica. Nel 1952 pubblica in tre volumi "I sotterranei della libertà", la storia delle lotte del partito comunista in Brasile. Pubblica in seguito altre opere minori sul suo soggiorno nei paesi dell'Unione Sovietica.

Poco dopo, però, ecco un'altra grande svolta, avvenuta precisamente nel 1956. Questa è la data della sua uscita dal Partito Comunista Brasiliano per dissensi sugli sviluppi del comunismo in Unione Sovietica.

Nel 1958, ritornato in Brasile, pubblica con sorpresa di tutti "Gabriella, garofano e cannella". Un ritorno al passato, alla sua terra d'origine e alle lotte dei "fazendeiros" per il possesso delle terre; nel romanzo, tra una sparatoria e una cavalcata la bella Gabriela ama e rivendica il diritto di amare. Questo diritto di amare al femminile, questo superamento del binomio sesso-peccato può sembrare banale, al giorno d'oggi, ma a quel tempo, nel 1958, ottenne un effetto provocatorio forse superiore a quello dello stesso "Jubiabá" vent'anni prima. Una riprova? Amado non poté rimettere piede a Ilhéus per molto tempo a causa delle minacce ricevute per aver offeso l'onore e la rispettabilità delle donne del posto.

Molti anni più tardi, quando compirà ottant'anni, il "paese del carnevale" gli renderà omaggio con una grandiosa festa, un gigantesco carnevale nel vecchio quartiere bahiano del Pelourinho, tante volte descritto dal "bahiano più bahiano di Bahia". Verso la fine della sua vita, il bilancio del vecchio e indomito scrittore non potè che essere improntato all'orgoglio e alla soddisfazione. I suoi libri, pubblicati in 52 paesi e tradotti in 48 lingue e dialetti, hanno venduto milioni di copie, contribuendo a risvegliare le coscienze ma anche a distendere e a divertire (soprattutto grazie alla sua "seconda fase", quella "spensierata" di "Gabriella garofano e cannella"). Il leggendario cantore di Bahia è scomparso il 6 agosto 2001.


Bibliografia di Jorge Amado

Gabriella garofano e cannella
Sudore
Mar Morto
Tocaia grande. La faccia oscura
Paese del carnevale
Cucina di Bahia, ovvero Il libro di cucina di Pedro Archanjo e le merende di Dona Flor
Palla innamorata
Santa Barbara dei fulmini. Una storia di stregoneria
Dona Flor e i suoi due mariti
Capitani della spiaggia
Gatto tigrato e miss Rondinella
Terre del finimondo
Messe di sangue
Turchi alla scoperta dell' America
Terre del finimondo
Navigazione di cabotaggio. Appunti per un libro di memorie che non scriverò mai
Alte uniformi e camicie da notte
Ricette narrative
Frutti d' oro
Bahia
Paese di carnevale
Ragazzo di Bahia

Consulta anche: Biografia e bigliografia di Amado us Leonardo.it