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La mia armata in Tunisia

Come finì la guerra in Africa

Messe Giovanni


Editeur - Casa editrice

Mursia (Gruppo Editoriale)

Africa
Africa del Nord
Tunisia

Città - Town - Ville

Milano

Anno - Date de Parution

2004

Pagine - Pages

357

Lingua - language - langue

italiana

Edizione - Collana

Testimonianze fra cronaca e storia


La mia armata in Tunisia La mia armata in Tunisia  

Il Generale Giovanni Messe fu inviato in Tunisia il 31 gennaio 1943 per assumere il Comando della 1ª Armata italiana, succedendo così al Feldmaresciallo Rommel, alla guida delle forze dell'Asse sul fronte africano. L'Armata che includeva anche alcune divisioni tedesche, assolse al computo di ritardare il più possibile l'invasione del territorio nazionale difendendo l'ultimo lembo d'Africa contro le forze anglo-americane. Al Generale Messe, va il merito di aver saputo riorganizzare i reparti italiani, reduci da prove eroiche come la grande battaglia di El Alamein e di averli guidati fino alla resa ordinata dal Comando Supremo il 13 maggio 1943 a Capo Bonn. Nel libro il Generale Messe ricostruisce la storia delle operazioni in Africa Settentrionale, mettendo in luce l'importanza strategica di quel fronte nel quadro complessivo del conflitto. L'opera ripubblicata ad oltre quarant'anni di distanza ripercorre tutte le vicende delle nostre truppe in Africa: dalla vittoria di Tobruk, alla corsa verso El Alamein e quindi al ripiegamento su Tunisi. Un'analisi serena che, se da un lato evidenzia le capacità dei nostri militari, dall'altra mette in evidenza quali fossero i limiti di armamento ed equipaggiamento delle nostre forze. Messe evidenzia chiaramente quali furono le cause della sconfitta da imputare sia all'errata impostazione politico-militare del nostro intervento e sia alla condotta strategica, operativa, organica e logistica della guerra che fu così fiacca e irrazionale da apparire talvolta insensata. Una testimonianza importante, una ricostruzione attenta e fedele di quei combattimenti che segnarono il definitivo abbandono del suolo africano da parte delle nostre truppe.

 



Recensione in lingua italiana

Nato a Mesagne (BR) il 10 dicembre 1883.
Entra in Forza Armata nel dicembre 1901 come volontario, proseguendo, da Sottufficiale, la carriera sino al 1910 data in cui dopo aver frequentato il Corso Speciale per Sottufficiali Allievi a Modena, viene promosso Sottotenente nell'Arma di Fanteria.
Inviato in Libia, partecipa al combattimento Sciara Zanja vicino a Tripoli dove il suo reggimento ottiene una Medaglia d'Oro al Valor Militare e successivamente guadagna una decorazione al Valore, ma nel settembre 1912 deve rientrare in Italia per motivi di salute. Nel 1913 consegue la promozione al grado di Tenente ed è assegnato al 3º Battaglione dell'84º Fanteria di stanza in Libia. Il 17 novembre 1915 consegue la promozione al grado di Capitano. E' rimpatriato definitivamente alla fine del 1916 e quindi destinato al fronte nelle file del 57º Fanteria, nel cui ambito nell'agosto seguente assume interinalmente il comando di un battaglione ed alla cui guida guadagna una seconda decorazione al Valore.
Distintosi nuovamente in combattimento, nel 1917 guadagna una terza decorazione al Valore. Ferito in combattimento, nel periodo di convalescenza è promosso al grado di Maggiore. Passato dal 16 gennaio 1918 nel 6º, poi 9º, Reparto di Assalto della 18º Divisione, nel maggio seguente guadagna una quarta decorazione al Valore a Grazigna e nella battaglia del Solstizio - impiegato nella zona di Col Moschin - ottiene la Croce dell'Ordine Militare di Savoia (quinta decorazione). Passato con il suo battaglione di "Fiamme Nere" (Arditi) nella zona di Monte Asolone, il 24 giugno 1918 guadagna una sesta decorazione al Valore rimanendo ferito alla coscia sinistra da una bomba a mano. Rientrato in servizio all'inizio del 1919 presso il 9º Reparto di Assalto, a Risano (UD) - causa lo scioglimento del Reparto - passa in forza al Deposito di Padova e nel maggio consegue la promozione a Tenente Colonnello per "merito di guerra". Impegnato nelle operazioni in Albania, guadagna una settima decorazione al Valore. Nell'aprile 1923, lasciati gli incarichi di membro presso la Commissione Collaudi e di Giudice del Tribunale, che nel frattempo aveva assunto, diviene Aiutante di Campo effettivo del Re Vittorio Emanuele III.
Nominato al termine del prescritto periodo quadriennale Aiutante di Campo Onorario del Re, nel 1927, assegnato al 9º Bersaglieri e promosso al grado di Colonnello, ne diviene il Comandante.
Lasciato dal 16 settembre 1935, dopo 8 anni, il comando del reggimento, è incaricato del Comando della 3^ Brigata Celere di Verona, di cui diviene Comandante, all'atto della promozione a Generale di Brigata. Successivamente è nominato Vice Comandante della D.F. "Cosseria", nelle cui file partecipa alle operazioni finali della Campagna in Africa Orientale contro l'Etiopia. Rientrato in Italia da Massaua il 28 settembre 1936, il 1° novembre dello stesso anno è nominato addetto all'Ispettorato delle Truppe Celeri e quindi Comandante della 3^ Divisione Celere "Principe Amedeo Duca d'Aosta" di Verona con il grado di Generale di Divisione. Nel 1939 è nominato Vice Comandante del Corpo di Spedizione in Albania, e in tale veste partecipa alle operazioni per la conquista di quel paese, guadagnando per il suo valore la Croce di Ufficiale dell'Ordine Militare di Savoia (ottava decorazione). Lasciato il comando della 3^ Celere, è nuovamente destinato in Albania, dove è nominato Comandante del C.A. Speciale. Si distingue particolarmente in tale veste nel ciclo operativo sul fronte albanese del dicembre 1940 - aprile 1941, guadagnando la promozione a Generale di Corpo d'Armata per "merito di guerra". Il 14 luglio 1941 viene nominato Comandante del Corpo di Spedizione Italiano in Russia (CSIR) ex C.A. Celere, ed il giorno dopo parte con tutto il contingente per la Russia. Partecipa in tale veste alle operazioni del 1941-1942 in Ucraina combattendo vittoriosamente dal fiume Dnieper al Don e guadagnando la Croce di Commendatore dell'Ordine Militare di Savoia (nona decorazione) e due decorazioni al Valore tedesche (decima ed undicesima decorazione) ed il 10 luglio 1942, nel quadro del potenziamento del contingente italiano in Russia, assume il comando del 35º C.A. (ex CSIR), inquadrato nell'ARMIR (Armata Italiana in Russia).
Lasciato il comando del 35º C.A. alla fine del 1942 consegue la promozione a Generale d'Armata per "meriti di guerra" - ed il 17 dicembre dello stesso anno riceve una ulteriore altra decorazione germanica (dodicesima decorazione). Nel febbraio 1943 parte per Tunisi ove assume il comando della 1ª Armata mobilitata in Tunisia. Partecipa in tale veste alle operazioni in quel fronte distinguendosi per Valore e perizia guadagnando fra l'altro la Croce di Grand'Ufficiale dell'Ordine Militare di Savoia (tredicesima decorazione) e il 12 maggio dello stesso anno consegue la promozione a Maresciallo d'Italia per "merito di guerra".
Fatto prigioniero il 13 maggio 1943 dopo la resa della 1ª Armata viene rimpatriato successivamente è nominato Capo di SM Generale, incarico che mantiene fino al 1º maggio 1945, mentre il 1º febbraio dello stesso anno aveva ricevuto la nomina a Presidente del Consiglio dell'Ordine Militare d'Italia. Collocato nella riserva dal 27 marzo 1947, nel 1953 viene eletto Senatore della Repubblica e muore a Roma il 18 dicembre 1968.