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La nostra Africa

Nel racconto di cinquanta italiani che l'hanno percorsa, esplorata e amata
Del Boca Angelo

Editeur - Casa editrice

Neri Pozza

Africa
Africa del Nord
Africa Orientale

Anno - Date de Parution

2004

Pagine - Pages

448

Titolo originale

La nostra Africa. Nel racconto di cinquanta italiani che l'hanno percorsa, esplorata e amata

Lingua - language - langue

italiano

Edizione - Collana

Il cammello battriano

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La nostra Africa. Nel racconto di cinquanta italiani che l'hanno percorsa, esplorata e amata


La nostra Africa La nostra Africa  

Eritrea, Somalia, Libia, Etiopia sono le terre su cui si sofferma lo storico Angelo Del Boca, terre che in settanta anni hanno visto operare, viaggiare, costruire, distruggere, amare e odiare due milioni di italiani sul loro suolo. "La nostra Africa" non è il titolo di un libro nostalgico dei 'bei tempi delle colonie' e quel possessivo 'nostra' non va inteso nel senso in cui gli italiani del fascismo interpretavano il 'Mare nostrum'. Se infatti c'è uno storico che più di ogni altro ha avuto il coraggio di dire tristi verità sulla colonizzazione e di smantellare uno dei miti più cari agli Italiani, quello del 'bono italiano', nato come compensazione alle numerose manchevolezze, diciamo così, che abbiamo esportato anche in terra d'Africa, questo è stato Angelo del Boca.
Si potrebbe dire che la storiografia delle colonie italiane va vista in due tempi: prima di Del Boca, quando anche gli storici ben intenzionati non volevano credere che noi ci eravamo comportati come tutti gli altri colonizzatori, dopo Del Boca, quando le prove da lui trovate- tra una certa ostilità generale- avevano assunto il colore definitivo della verità. Tutto questo non ha mai voluto significare che gli italiani non abbiano amato l'Africa o che nelle colonie siano arrivati solo stupidi e feroci generali, come Graziani o altra gente di malaffare, come gli spietati avventurieri e soldati di pochi scrupoli e di grandi appetiti. La storia d'oltremare dell'Italia è stata più breve di quella di altri paesi. Ma in questi pochi decenni oltre due milioni di coloni, operai, impiegati, esploratori, viaggiatori, missionari, architetti, artisti, archeologi arrivati in queste terre per le più diverse ragioni, hanno dato il meglio di loro stessi a contatto col Continente nero e sono riusciti a trasformare i loro interessi casuali o di guadagno in qualcosa di molto più duraturo, di cui si sentono gli echi ancora oggi nei figli di chi aveva fatto dell'Africa una seconda patria. E che ha prodotto un immenso corpo cartaceo, fatto di memorie, ricordi stanziali e di viaggio, esplorazioni serie e per ridere, e così via, un materiale molto spesso sconosciuto, straordinariamente interessante ma pochissimo letto, in cui solo Del Boca poteva districarsi, scegliendo gli autori e i brani più adatti a un lettore di oggi. Un lavoro unico, fatto per dare il panorama più ampio possibile della nostra presenza in Africa, in cui 'nostra' ha lo stesso senso della "Mia Africa" di Karen Blixen. Quello di un grande amore che rimane intatto nella memoria.

 



Recensione in lingua italiana

Indice:
Introduzione;
Eritrea. La colonia "primogenita":
Giuseppe Sapeto, Non dimenticate i fucili ;
Luigi Pennazzi, Le femmine di Massaua;
Giovanni Battista Licata, In difesa della baia di Assab;
Gustavo Chiesi- Giulio Norsa, Sul campo di battaglia di Dogali;
Adolfo Rossi, Il sogno del barone Franchetti;
Ruffillo Perini, Vivere in pace con gli indigeni;
Rosalia Pianavia-Vivaldi Bossiner, Ritratto del "traditore" Batha Agòs;
Francesco da Offejo, Otto consigli per fondare colonie agricole;
Renato Paoli, I nativi ci rispettano ma non ci amano;
Guido Corni, Un furto in nome della scienza;
Alberto Denti di Pirajno, L'obbligo del baciamano;
Erminia Dell'Oro, La morte era un'immagine sorridente.
Somalia. Una guerra infinita:
Luigi Robecchi Bricchetti, Nel paese degli aromi e dei conflitti;
Enrico Baudi di Vesme, Incontro con l'uccisore di Pierto Sacconi;
Vittorio Bottego, Morire per fame nell'alto Ganále Doria;
Ugo Ferrandi, Come ho combattuto la schiavitù;
Elena di Francia, duchessa d'Aosta, Una principessa sul Giuba;
Giuseppe Stefanini, Gli strumenti dello scienziato-esploratore;
Giovanni Porzio, Nell'inferno di Mogadiscio.
Libia. La "Terra promessa":
Manfredo Camperio, Elogio della razza libica;
Domenico Tumiati, A Leptis Magna il genio di Roma;
Enrico Corradini, Non vidi mai terra più meravigliosa al mondo;
Ascanio Michele Sforza, Prigionieri dei Turchi nel "giardino di Allah";
Corrado Zoli, Murzuk non è la Parigí del Sahara;
Raffaele Calzini, Nel labirinto di Gadámes;
Angelo Del Boca, Ritornano in patria sconfitti.
Etiopia. L'ultima frontiera:
Guglielmo Massaja, Bandito dal regno dei Kaffa;
Carlo Piaggia, In fuga dal lago Tana;
Pellegrino Matteucci, L'Abissinia non è una nuova California;
Giuseppe Vigoni, A pranzo con l'imperatore Johannes IV;
Antonio Cecchi, Prigionieri a Cialla della regina Ghennè-Fà;
Gustavo Bianchi, Un celebre incontro al fiume Abbai;
Augusto Franzoj, Al seguito di Menelik contro gli Ittus-Galla;
Leopoldo Traversi, All'ombra del sicomoro dell'Antinori;
Alessandro Sapelli, Ho visto e sofferto la sconfitta di Adua;
Giovanni Gamerra, Lo sconfitto scopre l'umanità dei vincitori;
Lamberto Vannutelli - Carlo Citerni, L'inutile sacrificio sulla collina di Dagabòra;
Enrico A. D'Albertis, Sul treno più lento del mondo;
Lincoln De Castro, Uno sguardo sull'Addis Abeba di Menelik;
Carlo Annaratone, Un medico italiano cura le ferite degli etiopici;
Arnaldo Cipolla, Incontro con Ligg Yasù, futuro imperatore;
Guelfo Civinini, Una tenda sotto il cielo d'Etiopia;
Enrico Cerulli, A Gimma, a colloquio con il sultano Abba Gifar;
Roberto Asinari di San Marzano, Un'impresa di spionaggio gabellata per scientifica;
Raimondo Franchetti, Trova in Dancalia i resti di Giulietti;
Sem Benelli, Un ebreo alla conquista dell'Abissinia;
Indro Montanelli, Il Tigrai si accende di fuochi;
Ciro Poggiali, Come sorse dal nulla la città di Ugorò Carlo Conti Rossini, Le cause d'inquinamento del cristianesimo abissino;
Ettore Formento, Come un atto d'amore bloccò la battaglia;
Tommaso Besozzi, Con i camionisti italiani sulla pista di Gore;
Alessandro Macchi, Costruire una strada nel sud-est etiopico;
Fernando Gentilini, Un diplomatico italiano innamorato dell'Etiopia.


Biografia

Angelo Del Boca è nato a Novara nel 1925. È stato corrispondente dall’estero della “Gazzetta del popolo" nel 1948, dopo avere fatto vari mestieri, fra cui il cartellonista e il presentatore. Partigiano in Appennino, è stato deportato in Germania. Scrittore neorealista educato sugli autori Americani diffusi da E. Vittorini negli anni immediatamente prima e durante la guerra, ha al suo attivo romanzi e racconti ambientati in Italia e anche in Algeria, nei quali, con una qualche retorica, si cerca di stendere il clima di disperazione provocato dalla guerra. Si ricorda soprattutto L’anno del giubileo, premio Saint Vincent 1948. Inoltre, frutto del suo lavoro di giornalista: Israele, anno dieci e L’Africa aspetta il 1960. Per la Fondazione Agnelli Del Boca ha condotto un’inchiesta molto interessante sulla situazione della stampa in Italia e nel mondo, pubblicandone nel 1968 i risultati in un libro vivacissimo, Giornali in crisi. È il maggiore storico del colonialismo italiano.

Angelo Del Boca: opere
1976 Gli italiani in Africa Orientale [4 voll.], Laterza
1986 Gli italiani in Libia: Tripoli bel suol d'amore, 1860-1922 [2 voll.], Laterza
1991 Le guerre coloniali del fascismo, Laterza
a cura di: idem
1992 L'Africa nella coscienza degli italiani. Miti, memorie, errori, sconfitte, Laterza
1996 I gas di Mussolini. Il fascismo e la guerra d'Etiopia, Editori Riuniti
1997 Adua. Le ragioni di una sconfitta, Laterza
2004 La nostra Africa, Neri Pozza
2004 La disfatta di Gasr Bu Hàdi, Mondadori
2007 A un passo dalla forca, Baldini Castoldi Dalai
2007 Il Negus, vita e morte dell'ultimo re dei re, Laterza