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letteratura di viaggio

07/12/2022 01:39:13

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Senza mai fermarsi.

Viaggio con i nomadi americani

Grant Richard


Editeur - Casa editrice

Neri Pozza

America
America del Nord
USA

Città - Town - Ville

Vicenza

Anno - Date de Parution

2003

Pagine - Pages

399

Titolo originale

Ghost Riders. Travels with American Nomads

Lingua originale

Lingua - language - langue

italiano

Edizione - Collana

Il cammello battriano

Traduttore

Gaja Cenciarelli

Curatore

Marco Giovannini


Senza mai fermarsi. Senza mai fermarsi.  

Richard Grant ripercorre le orme del primo europeo che attraversò il West; ci narra le avventure di un gruppo di cowboy che vaga per l'America alla ricerca di rodei; racconta la storia delle popolazioni nomadi indiane in via di estinzione; viaggia in compagnia dei "gerito gypsies", un'antica popolazione che si sposta su bizzarri veicoli; ci mostra motociclisti, straccioni e neo-hippies che percorrono ogni giorno le strade d'America. "Quando tutto è stato detto e fatto, ha detto una volta Kipling, non restano che due tipi di uomini: quelli che se ne stanno a casa e quelli che preferiscono di no". Questa è la storia di quelli che preferiscono di no, di coloro che continuano a viaggiare senza posa per le strade del mondo.

 


Recensione in altra lingua (English):

Fascinated by the land of endless horizons, sunshine, and the open road, Grant spent 15 years wandering throughout the United States, and getting to know America's nomads. In a richly comic travelogue, Grant uses these lives and his own to examine the myths and realities of the wandering life, and its contradiction with the sedentary American dream.



Recensione in lingua italiana

"Per la prima volta i camionisti, i cowboy del circuito del rodeo che vanno dal Nebraska al Texas per cavalcare i tori brahma, i clandestini sui treni, le prostitute dei benzinai, le 'groupies' che dai tempi dei Grateful Dead vivono attaccate alle popstar come il pesce pilota sta attaccato allo squalo, gli ex figli dei fiori ancora in movimento "Aspettando California", i pensionati in camper che seguono l'andamento climatico delle stagioni e cercano l'estate tutto l'anno, sono visti in questo libro non dall'esterno, ma da uno di loro, tra di loro. L'impressione che si ha leggendo queste pagine è quella che Hemingway aveva di Parigi e che chiamava "una festa mobile". E' naturalmente quasi impossibile che tutto quello che l'autore incontra sia una festa, ma il modo di viaggiare e soprattutto il modo di vedere le cose gli impediscono di sprofondare nella tragedia a buon mercato e nell'avventura picaresca a tutti i costi, come spesso avviene con altri scrittori alle prese con un tema del genere. Grant non viaggia per poi scrivere dei pezzi di colore, ma per dare un senso alla sua vita che identifica col viaggiare. "Senza mai fermarsi" non è solo il titolo di un libro, è un modo di dare una risposta a tutti quelli che ti dicono dove lavorare, cosa fare, come partecipare e dove andare, mettendo una distanza fra sé e le richieste-obblighi della società... I personaggi del libro scelgono giorno per giorno qual è la loro 'way of escape', consapevoli che sono loro a decidere ogni giorno dove andare e cosa raggiungere e per quanto tempo... Tutto questo ha come risultato un magnifico libro scritto con tecnica cinematografica e dialoghi che ricordano i film pulp di Tarantino... con l'autore protagonista che riesce a campare con 25 dollari al giorno (vitto, sigarette, birra e benzina) e quando è proprio allo stremo intona la preghiera comune del reporter e dello scrittore: "c'è sempre una nuova storia in attesa da qualche parte"." (dall'introduzione di Marco Giovannini)