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11/08/2020 14:06:22

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Valle degli assassini (La)

Stark Freya


Editeur - Casa editrice

Guanda

Asia
Medio Oriente
Iran

Città - Town - Ville

Parma

Anno - Date de Parution

2003

Pagine - Pages

320

Titolo originale

The Valleys of the Assassins

Lingua - language - langue

italiano

Edizione - Collana

Biblioteca della Fenice

Traduttore

Nicoletta Coppini, Gioia Angiolillo Zannino

Prefazione

Alberto Moravia

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La valle degli assassini
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The Valleys of the Assassins

Valle degli assassini (La) Valle degli assassini (La)  

Insieme a Lawrence d'Arabia, Freya Stark è considerata come uno dei massimi esponenti della stirpe dei viaggiatori inglesi: negli anni Venti e Trenta del secolo scorso Freya Stark percorse con ogni mezzo di locomozione possibile le regioni più remote della Persia e dell'Arabia. Ma Stark, come sintetizza Alberto Moravia nella prefazione del volume "Le valli degli assassini", non fu solo una raffinata esploratrice: in lei convivevano curiosità, sensibilità e una profonda cultura.
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"Se mi si chiedesse di elencare i piaceri del viaggio, direi che questo è uno dei più importanti: che così spesso ed inaspettatamente si incontra il meglio della natura umana, e vederlo così, di sorpresa e spesso in situazioni talmente improbabili, si arriva, con un piacevole senso di gratitudine, a realizzare quanto ampiamente siano sparse nel mondo la bontà e la cortesia e l'amore per le cose immateriali, che fioriscono in ogni clima, su qualsiasi terreno".
[da "Le Valli degli Assassini"]

 


Recensione in altra lingua (English):

First published in 1934, Freya Stark's classic tale of her travels through Persia has been reprinted once again and is just as much a gem now as when first published. At the age of 37, Stark shocked her fellow Brits by moving to Baghdad, befriending the locals, studying Arabic and the Koran, and then setting out on expeditions to remote and uncharted areas of the Islamic world by foot, donkey, camel, and car.
With her fascination for secret Islamic societies, she resolved to travel to the former home of the Cult of the Assassins and locate an ancient fortress described by Marco Polo. (The founder of the cult inspired his recruits to murder through the use of hashish, hence their name Hashishin, from which we get assassin.) There was only one problem: she couldn't find the valley on her map. Intrepid and indefatigable, she found a guide to lead her across the empty Persian plains and crested mountain ranges (Stark leaping like a mountain goat while her guide huffed behind) into the practically impregnable valley.
There she found the castle ruins covered with wild tulips and surrounded by breathtaking views of the Elbruz Mountains. While there, Stark charted the first accurate maps of the region. Stark also used her charm and her understanding of Persian ways to infiltrate Luristan, a dangerous and forbidden place where she hunted for Neolithic bronzes (by persuading the chief of police to help her loot graves) and searched for buried treasure. The Lurs, a mountainous tribe, were infamous for murder and thievery, but she found them "as cheerful a lot of villains as you can wish to meet, and delighted with us for being, as they said, brave enough to come among them."
The Lurs were consistently generous hosts, but thought nothing of raiding her luggage while she slept (stealing being their national pastime and hence nothing to get upset about). While Stark began as an obscure and idiosyncratic adventurer, she was ultimately backed by the Royal Geographic Society, was considered one of the best adventure writers of the century, and even was knighted by the queen of England. With her lively voice and natural perceptiveness she painted a picture of a fascinating world inhabited by charming bandits and armed tribesman now largely gone. While she did it for her own pleasure, in the end, the pleasure is ours.



Recensione in lingua italiana

Avventurarsi in un'impervia regione dell'Iran infestata dai briganti, andare alla ricerca del famigerato castello della setta degli Assassini, sfidare il freddo, la fatica e la fame per conquistare una vetta ancora inviolata: imprese che paiono rischiose a chiunque.
Provate a immaginare che ad affrontarle sia una donna europea, sola, negli anni Trenta, e allora potrete farvi un'idea di chi fu Freya Stark e di come sia diventata una delle più dotate e lette scrittrici di viaggi. Con lo scopo dichiarato di scovare reperti archeologici, ma in realtà spinta dalla pura passione per il viaggio,
Freya Stark pianificò la sua prima esplorazione in Persia, da Baghdad fin nell'arretrato Luristan, nella regione del Pusht-i-Kuh e nella valle degli Assassini. Accompagnata da guide locali, ora diffidenti e ostili, ora amichevoli e generose, spostandosi a cavallo, a dorso di mulo e persino a piedi, la Stark percorse deserti, guadò fiumi, scalò montagne e visitò tribù nomadi poverissime, affrontando disagi con un'energia e un coraggio che l'avrebbero resa leggendaria.
Lo sguardo acuto, preciso, spesso umoroso, su costumi e culture si accompagna in lei all'estatica contemplazione di mete faticosamente raggiunte, alla percezione compiaciuta della propria lontananza, al piacere di immergersi nei ritmi di una vita tribale, talvolta allo scrupolo di offrire consigli di tipo pratico al viaggiatore. Pubblicato nel 1934, il racconto di questa memorabile avventura si presenta oggi come un vero classico del genere.


Biografia

Stark Freya

L'esploratrice e scrittrice inglese Freya Stark (Parigi 1893 - Asolo 1993) , ultima erede di una stirpe di grandi viaggiatori inglesi da Kipling a Lawrens, è stata una figura leggendaria del nostro secolo per i suoi viaggi avventurosi nel Medio Oriente di cui ha lasciato appassionanti descrizioni nei suoi numerosi libri.
Fu portata ad Asolo, bambina, dai suoi genitori.
Legata alle personalità più in vista del suo tempo, da Churcill alla Regina Madre, dai Marescialli Montgomery, Allemby, Kitchener ed altri, al mitico Lawrence d'Arabia, svolse importanti missioni per il Foreign Office.
Crocerossina sul Carso durante la prima guerra mondiale, la Stark si recò in Oriente nel 1927, organizzando fino al 1937 spedizioni in Libano, Siria, Iraq, Persia ed Arabia.
Allo scoppio del nuovo conflitto mondiale fu impegnata nello Yemen e in Egitto dove creò una rete di propaganda clandestina, "Fratellanza".
Il dopoguerra la vide viaggiare in tutto il mondo; prima di ritirarsi definitivamente ad Asolo, fu capace di compiere un'ultima spedizione in Nepal all'età di 88 anni.
La Città di Asolo le ha donato la cittadinanza onoraria e le chiavi della Città.
Morta nel maggio del 1993, pochi giorni dopo aver compiuto 100 anni, riposa nel cimitero di S. Anna, a pochi passi dalla tomba della Duse, assieme a Herbert Young Hammerton, fotografo e pittore.
La sua abitazione, ora di proprietà della Provincia di Treviso, si affaccia su un giardino botanico nel quale sono situati i resti del Teatro romano.

Consulta anche: ya Stark ed il viaggio femminile ad inizio Novecento
Consulta anche: La "Nomade appassionata"