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25/10/2020 05:45:29

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Chi ha paura della Cina

Sisci Francesco


Editeur - Casa editrice

Ponte alle Grazie

Asia
Estremo Oriente
Cina

Anno - Date de Parution

2006

Pagine - Pages

206

Lingua - language - langue

italiano

Prefazione

Luca Cordero di Montezemolo


Chi ha paura della Cina Chi ha paura della Cina  

Cosa dobbiamo aspettarci oggi da un libro sulla Cina? Di essere rassicurati o consolati, o magari convinti ad abbracciare una coraggiosa rassegnazione? Questo non è l'ennesimo libro che vuole spiegarci cos'è la Cina contemporanea raccontandola dall'esterno. Non è l'ennesimo tentativo di adeguare la Cina alle nostre categorie di giudizio: amica/nemica, pericolo di portata mondiale o gigante dai piedi d'argilla, prossimo al crollo. L'originalità di questo libro risiedono in primo luogo nel fatto che il suo autore non è semplicemente il corrispondente della "Stampa" a Pechino, ma uno studioso che vive in Cina da oltre vent'anni, accreditato tanto in Oriente quanto in Europa e negli Stati Uniti come uno dei più autorevoli osservatori della realtà cinese; in secondo luogo, nel fatto che è un libro chiaramente schierato, sostenuto da una tesi precisa: la Cina è il mondo che cambia, e chiudere gli occhi e i confini a questo cambiamento equivarrebbe a un suicidio. Ancora di più: la Cina potrebbe essere, per il nostro Paese e per le sue forze più vitali e innovative, la migliore delle occasioni per riprendere a guardare al di là dei confini degli interessi particolari e oltre un futuro che ormai siamo purtroppo abituati a pensare solo in termini di legislature. Il gigante che dopo centinaia di anni di isolamento si apre, pieno di contraddizioni, è in realtà lo specchio di una storia che già conosciamo e contemporaneamente, per noi come per tutto l'Occidente, la sfida di ripensare la storia.

 



Recensione in lingua italiana

Dalla prefazione di Luca Cordero di Montezemolo:
La Cina è uno stimolo irresistibile, in grado di suggerire cambiamenti di prospettiva e di far cadere gabbie concettuali. La Cina, come sostiene Sisci, può diventare una sfida in generale, anche al di là di se stessa: e l’autore lo dimostra in queste pagine alternando lo sguardo di chi osserva l’economia con gli occhi dello studioso di cultura cinese, e la politica con la concretezza di chi vive in quel Paese da prima del grande cambiamento degli ultimi anni.


Biografia

Sisci Francesco

Francesco Sisci è nato a Taranto nel 1960 ed è il corrispondente della Stampa a Pechino. Laureato e specializzato in Lingua cinese a Venezia e a Londra, è stato il primo straniero mai ammesso alla Scuola Superiore dell’Accademia Cinese delle Scienze Sociali di Pechino. Sposato con una cinese, da cui ha avuto due figlie, collabora dal 1988 a testate giornalistiche italiane e internazionali, tra cui i più importanti quotidiani e periodici orientali, e ad Asia Times, la maggiore testata online dell’Estremo Oriente. Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Pechino dal 2003 al 2005, collaboratore dell’Enciclopedia Treccani, è l’unico consulente straniero della rivista Zhanglue yu guanli ("Strategia e gestione"), il più prestigioso bimestrale cinese di politica e cultura.

UNO STRANO INCIDENTE EDITORIALE O DISINFORMAZIONE?

Su La Stampa del 31 ottobre abbiamo con sorpresa letto “Chi riceve il Dalai Lama non fa affari. La Merkel lo incontra, e Siemens perde l’appalto per la linea Pechino-Shangai” a firma di Francesco Sisci. Eppure la notizia di un collegamento tra i due eventi, riportata con grande rilievo dal quotidiano, non è apparsa su alcuna pubblicazione tedesca o di altra nazione, mentre diversi giornali hanno messo in risalto come la Cina tenda a contare sulle proprie capacità tecnologiche più che ad affidarsi a quelle straniere (in Italia ne ha parlato Il Sole 24 Ore proprio il 31 ottobre nell’articolo "Cina, treno veloce fatto in casa" di L. Vinciguerra). Grave è quindi la disattenzione di Sisci che non ha nemmeno confrontato le date relative all’incontro del cancelliere tedesco con il Dalai Lama con quelle della perdita dell’appalto da parte di Siemens.
Chi volesse trovare l’articolo dovrà però recarsi in emeroteca e cercare la copia cartacea de “la Stampa” del 31 ottobre perché la pagina web ha il nuovo titolo “La scelta cinese La costruzione della Tav prevede commesse per 20 miliardi di euro. Favoriti i giapponesi della Kawasaki”.
Si tratta quindi, per il quotidiano torinese, di uno spiacevole incidente editoriale. E' però alquanto strano che l'estensore dell'articolo, Francesco Sisci, sia incorso in una così enorme svista proprio alla vigilia di una importante visita del Dalai Lama in Italia che, oltre Milano, toccherà anche Roma e la stessa città di Torino dove riceverà la cittadinanza onoraria.
E se di svista non si tratta, l'articolo suona come un non richiesto avvertimento agli industriali italiani che più della presenza del Dalai Lama in Italia dovrebbero temere la mancanza di rispetto dei diritti umani, civili e sindacali in Cina.