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17/01/2022 01:33:50

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THANGKA

Sette Dipinti tibetani su stoffa del Museo Nazionale d'Arte Orientale 'Giuseppe Tucci'


Religione
Buddhismo
Vajrayana

Titolo originale

THANGKA Sette Dipinti tibetani su stoffa del Museo Nazionale d'Arte Orientale 'Giuseppe Tucci'

Lingua - language - langue

italiano

Curatore

Massimiliano A. Polichetti


THANGKA THANGKA  

Una thangka è un'opera d'arte buddhistica dipinta o ricamata, esposta appesa in un monastero o su un altare privato. La thangka è un tipo di dipinto realizzato su una superficie piana, ma che può essere arrotolato quando non ne è richiesta l'esposizione. Il formato più comune è il rettangolo verticale. Per i buddhisti questi dipinti religiosi presentano una bellezza ritenuta manifestazione del divino. Il Museo Nazionale d'Arte Orientale ‘Giuseppe Tucci’ ha avviato da tempo una collaborazione con l’ICCROM (International Center for the Preservation and Restoration of Cultural Property) e l’ENEA (Ente per le Nuove tecnologie, l’Energia e l'Ambiente, Centro Ricerche Casaccia), l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze e l’INOA-CNR (Istituto Nazionale di Ottica Applicata) volta allo studio dei dipinti tibetani su stoffa (thangka) appartenenti al fondo dei reperti riportati in Italia a seguito delle celebri missioni scientifiche di Giuseppe Tucci svoltesi in area himalayana dalla fine degli anni '20 alla fine degli anni '40 del XX secolo. Insieme all’uscita del saggio di a cura di Marisa Laurenzi Tabasso, Massimiliano A. Polichetti e Claudio Seccaroni, in cui si raccolgono gli esiti dell’ampia serie di indagini effettuata su queste opere, si rendono disponibili agli appassionati dell’argomento sette riproduzioni di altrettanti magnifici esemplari di thangka.

 



Recensione in lingua italiana

Dott. Massimiliano A. Polichetti (Laurea in storia dell'arte dell'India e dell'Asia centrale - Perfezionamento in storia dell'arte tibetana): dal 1980 tiene conferenze sulla storia dell'arte e sulla filosofia delle religioni; dal 1988 al 1990 è stato ricercatore presso la Jawaharlal Nehru University in Nuova Delhi; nel 1992 è stato incaricato dal Ministero per i Beni Culturali di tenere corsi sulla storia dell'arte comparata in India; a lui si devono numerosi articoli e saggi riguardanti prevalentemente i vari aspetti afferenti alla tradizione buddhista; ha diretto l'opera in sei volumi Il Buddha, ha curato i cataloghi di mostre scientifiche e il volume dedicato alle arti tibetane del The Tibet Journal; nel 1999 ha compiuto il progetto di ricerca in Himachal Pradesh nord-orientale (parte dell'Himalaya occidentale, regione studiata da Giuseppe Tucci) frutto della collaborazione tra il Museo Nazionale d'Arte Orientale e la Cattedra di storia dell'arte dell'Asia orientale dell'Università di Genova.
Lavora come Funzionario storico dell'arte orientalista direttore coordinatore per il Ministero per i Beni e le Attività Culturali presso il Museo Nazionale d'Arte Orientale 'Giuseppe Tucci' in Roma (per l'India, il Tibet ed il Nepal).


Biografia

Matthiessen Peter
Figlio di un architetto, pubblicò il suo primo racconto durante gli studi presso l'Università di Yale. Dopo la laurea si trasferì in Francia dove fondò, assieme all'amico George Plimpton, la rivista The Paris Review. Nel 1974 è stato chiamato a far parte dell'Accademia Americana di Arti e Lettere.
Ha pubblicato, nel corso di quasi cinquant'anni, più di venti libri. Fra i suoi libri più apprezzati ci sono Giocando nei campi del Signore (At Play in the Fields of the Lord) (1965), un thriller morale che parla dei missionari in Sud America e che divenne un film con lo stesso titolo; e Uccidere Mister Watson (Killing Mister Watson) (1991), la prima parte di una trilogia su un leggendario fuorilegge della Florida.
Ha scritto anche romanzi storici. In the Spirit of Crazy Horse (1983) analizza il conflitto a fuoco, avvenuto nel 1975, fra l'FBI e i Nativi Americani vicino a Wounded Knee. Sono stati però i romanzi di viaggio che lo hanno fatto conoscere come perfetto sostenitore della natura. Nel racconto di viaggio Il leopardo delle nevi (The Snow Leopard) (1978), vincitore del National Book Award, Matthiessen racconta le sue ricerche delle creature in pericolo di estinzione e del raggiungimento della gratificazione spirituale. Ha raccontato anche i suoi viaggi attraverso l'Africa e l'Antartide in African Silences (1991) e End of the Earth (2003), mentre con The Birds of Heaven (2001) ha promosso la protezione delle gru e, più in generale, dell'ecosistema del pianeta.
Matthiessen fu un praticante della filosofia Zen e più tardi divenne monaco buddhista. Viveva a Sagaponack,nello Stato di New York. dove è deceduto nel 2014 all'età di 86 anni a causa di una leucemia.