Un a-teismo religioso Panikkar Raimon
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Editeur - Casa editrice |
Mondadori | ||||||||
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Città - Town - Ville |
Madrid (Guadiana) 1970 (68/6) | ||||||||
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Anno - Date de Parution |
2006 | ||||||||
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Pagine - Pages | 435 | ||||||||
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Titolo originale | El silencio del Dios - Un mensaje del Buddha al mundo actual- Contribución al estudio del ateísmo religioso | ||||||||
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Lingua - language - langue | italiano | ||||||||
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Edizione - Collana |
Oscar varia | ||||||||
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Traduttore |
Carrara Pavan M. | ||||||||
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"Con questo libro desidero offrire intuizioni e ipotesi di ricerca filosofica e teologica, aperte a possibilità di nuovi frutti. Vorrei nello stesso tempo essere fedele all'intuizione buddhista, non allontanarmi dall'esperienza cristiana e non separarmi dal mondo culturale contemporaneo. La prima fedeltà esige che l'autore, lasciatosi ammaestrare dal Risvegliato, sparisca; la seconda filiazione richiede che nel profondo esista un'esperienza trinitaria personalmente vissuta; la terza vocazione domanda un sacro rispetto della situazione concreta dell'uomo dei nostri giorni."
Il percorso di lettura e di studio che il libro propone si apre con una serie di preamboli (premessa, prefazione, introduzione) che dicono il lungo viaggio che il testo ha compiuto per giungere alla sua attuale stesura. A partire da un articolo di quarant’anni fa dal titolo Buddhismo e Ateismo, il testo prende forma di libro nella prima edizione spagnola (1970) e via via si modifica e arricchisce, cambiando anche titolo, nelle successive edizioni italiana (1985), inglese (1989) e tedesca (1992) fino a sfociare nel 2006 nella redazione definitiva. Il risultato di questo lungo e continuativo lavorio di rilettura e rielaborazione del testo è un’opera che espone in modo rigoroso ed esauriente gli elementi fondamentali della visione e dell’esperienza buddhista e tratta con rigore e onestà intellettuale uno dei temi più importanti per la sensibilità contemporanea, quello dell’ateismo religioso. Tutta la seconda parte “Testi”, è consequenzialmente dedicata alla citazione e al commento di testi originali tradotti per l’occasione dall’Autore, alcuni molto famosi, altri inediti in italiano. Si tratta di testi relativi a quattro argomenti considerati dall’Autore come i fondamenti dello specifico buddhista: la non sostanzialità ontologica o non ipostatizzazione di alcun principio indentitario definitivo (âtman), il nirvâna, la concatenazione causale originaria costitutiva (pratîtyasamutpâda), il silenzio di Buddha sui quesiti metafisici (avyâkrtavastûni) che prefigura quello che sarà lo sviluppo successivo della particolare logica buddhista mâdhayamaka, che non si fonda sul principio di non contraddizione: “La ragione profonda ci sembra risiedere non nel disconoscimento da parte del buddhismo delle leggi logiche del pensiero, ma nel non volere identificare il pensiero con l’essere”. L’ampia terza parte, “L’ermeneutica” tratta del significato che il buddhismo può assumere nel mondo attuale e nelle problematiche più urgenti per la sensibilità della coscienza contemporanea. Dalla constatazione di una crisi epocale e globale, che nessuna religione o visione del mondo è in grado di affrontare in modo autonomo e isolatamente, discende la conclusione che è possibile, anzi indispensabile, che ogni religione particolare sviluppi e approfondisca il proprio carisma non come rivendicazione di superiorità esclusiva, ma come contributo unico a una problematica esistenziale e spirituale che coinvolge l’intero genere umano e il suo destino. Una visione molto cara all’Autore, che in quest’opera si esprime come analisi di due tematiche tipiche del buddhismo: l’ateismo religioso e il silenzio come metodologia espressiva. L’ateismo religioso non è la semplice contrapposizione a tutte le forme più o meno surrettizie del teismo, né l’affermazione della non esistenza di Dio. È, almeno nel caso del buddhismo, una forma raffinata di religiosità, purificata da ogni ombra di idolatria, estremamente vicina alla sensibilità intellettuale cosiddetta post-moderna. Il silenzio non è la soppressione del suono e della parola, ma la condizione dell’ascolto e l’origine e il destino della parola stessa. Il libro termina con un’analisi di diversi aspetti del silenzio che potrebbe costituire un testo a se stante.
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| Biografia | |||||||||
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Raimon Panikkar (Barcellona, 3 novembre 1918) è un filosofo e teologo spagnolo , di cultura indiana e catalana, oltre ad essere un sacerdote cattolico, autore di più di quaranta libri e di diverse centinaia di articoli. | |||||||||
| Consulta anche: Sito Web Ufficiale | |||||||||
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