Acacus
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È  un altopiano di circa 900 m d’altezza, con cime che superano i 1300 m, lungo 150 km e largo 30 km, nell’estremo sud della Libia, al confine con il Tassili algerino, di cui è la propaggine orientale. La sua è una morfologia tormentata: è una sorta di gigantesca cattedrale gotica, con pinnacoli e guglie scolpiti e lavorati dalla natura, graffiti e pitture creati dall’uomo sulle sue pareti.

Se non ci fosse questo stupendo album dei ricordi, l’idea di un Sahara popolato da coccodrilli, ippopotami e grandi mandrie di erbivori sembrerebbe pura follia. Già nel 1800 si avevano notizie di queste pitture, ma fu solo molto più tardi nel nostro secolo che vennero organizzate vere e proprie spedizioni che svelarono la ricchezza e la bellezza di quest’immensa galleria d’arte all’aperto. Vi sono rappresentati migliaia di anni di storia dell’uomo, il passaggio da cacciatore a pastore nomade, a coltivatore, la diffusione della ruota e dell’alfabeto.

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