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25/06/2024 11:45:29

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In cerca di guai

Grido di libertà

Woods Donald


Editeur - Casa editrice

Frassinelli

Africa
Africa del Sud
Sud Africa


Città - Town - Ville

Milano

Anno - Date de Parution

1988

Titolo originale

'Asking For Trouble: The Autobiography of a Banned Journalist'

Lingua originale

Lingua - language - langue

italiano

Traduttore

Franca Castellenghi

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Asking for Trouble

In cerca di guai In cerca di guai  

In cerca di guai è l'autobiografia drammatica e appassionante di Donald Woods, il noto giornalista bianco sudafricano che, mettendo a repentaglio la propria vita e quella di moglie e figli, ha lottato contro il governo di Pretoria per far conoscere al resto del mondo la storia di Biko, il leader di colore morto nelle carceri della polizia politica. Cresciuto nella provincia del Transkei, dove suo padre faceva il commerciante, dopo la scuola Woods intraprese gli studi di legge senza tuttavia mai praticare la professione legale e dedicandosi invece al giornalismo. A trentun anni era già direttore del Daily Dispatch, un autorevole quotidiano di East London che si batteva contro l'apartheid. Grazie alla rubrica che teneva sul suo giornale, Woods cominciò a esercitare un'enorme influenza sull'opinione pubblica, alimentando il timore e insieme l'odio nei suoi confronti da parte del governo nazionalista afrikaner. Ma c'era anche, tra le autorità, chi lo apprezzava e lo stimava e non mancano in queste pagine i resoconti schietti e rivelatori di colloqui avuti ton vari uomini politici, tra cui Vorster e Kruger. L'acutizzarsi delle tensioni e l'inasprirsi della lotta razziale coinvolsero Woods nella strenua difesa di Biko, posizione che indusse il governo di Pretoria a metterlo al bando nel 1977 e a impedirgli di esercitare l'attività giornalistica. Incapace di far tacere la voce della coscienza, il giornalista architettò un rischioso piano di fuga: travestito da prete e aiutato da amici fidati raggiunse il Lesotho eludendo il controllo della polizia e facendosi poi raggiungere dalla famiglia. Come unico prezioso bagaglio aveva portato con sé la sua diretta testimonianza della tragica vicenda di Biko e della storia più recente del Sudafrica. In cerca di guai, la sua autobiografia, e Biko, la biografia del leader sudafricano di cui lo stesso Woods è autore (pubblicata da Sperling & Kupfer), sono i testi su cui si è basato Sir Richard Attenborough, il regista di Gandhi, per il suo nuovo film Grido di libertà, interpretato da Kevin Kline, Penelope Wilton e Denzel Washington, e distribuito in Italia dalla UIP.

 

Consulta anche: Obituary of mr. Donald Woods by the Economist

Recensione in altra lingua (English):

Donald Woods gives the reader a fascinating first person view of the tumultuous era of Apartheid in South Africa. The book takes the form of an autobiographical narrative, rich with anecdotes both humorous and poignant, which details his experiences in a highly readable way. The earlier parts of the book describe his childhood, spent on a Xhosa homeland with his father, a white trader, and his strong identification with the Xhosa people. He then turns to his early days as a journalist on London's famed Fleet Street. Returning to South Africa, Woods began a succesful and controversial career as the editor of the East London Daily Dispatch, in which capacity he openly criticized the Afrikaaner government's racial policies. This later brought him to the attention of the famous activist Steven Biko, with whom Woods became close friends. The death of Biko, the subsequent investigation and cover-up, and Woods' own persecution at the hands of the government occupy the latter portions of the book.



Recensione in lingua italiana

Donald Woods

Donald Woods ha lottato contro l'apartheid, le discriminazioni razziali e la giustizia sommaria. Attraverso il suo lavoro di giornalista ha fatto conoscere in tutto il mondo il caso di Steve Biko, il leader nero ucciso in carcere dalle forze dell'ordine nel settembre del 1977.

La storia delle lotte politiche di Biko e di Woods, nonché della loro amicizia, ha quindi fatto il giro del mondo attraverso il film "Cry Freedom" ("Grido di libertà") di Richard Attenborough, con Kevin Klein e Denzel Washington nella parte dei due protagonisti e attraverso la canzone di Peter Gabriel "Biko". Woods, scrittore di molti libri (tra cui l'autobiografia da cui è stato tratto il film), aveva ricevuto l'anno scorso il titolo di Comandante dell'Impero Britannico dalla regina Elisabetta per i suoi meriti al servizio dei diritti umani. Woods era nato nel Transkei da una famiglia di origine irlandese. Abbandonò gli studi di legge per il giornalismo, anche se le sue conoscenze di diritto gli tornarono poi utili negli scontri con il governo in qualità di giornalista. Nel 1965 divenne direttore del Daily Dispatch, da cui lanciò numerose campagne anti-apartheid che gli costarono minacce e intimidazioni - spari alla sua casa, intercettazioni di posta e telefono, una maglietta impregnata di acido inviata alla figlia.

L'incontro e l'amicizia con Biko, teorico di una nuova "coscienza nera" che rendesse i sudafricani capaci di autodeterminarsi e di liberarsi dal giogo delle leggi razziali, segnò un punto di svolta nella vita del bianco Woods. Biko, che secondo l'amico Woods sarebbe dovuto diventare il nuovo primo ministro sudafricano, fu ucciso nel 1977 dalle botte della polizia. In seguito alla sua indignata campagna di denuncia, Woods fu costretto dal governo al silenzio e agli arresti domiciliari. Tuttavia riuscì a scappare, travestito da prete, in Lesotho, dove fu raggiunto dalla moglie Wendy e dai cinque figli. Da qui raggiunse la Gran Bretagna, dove pubblicò un libro sulla morte di Biko che venne tradotto in 17 lingue. Nel 1978 fu il primo privato cittadino a essere invitato a tenere un discorso al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

L'anno successivo fondò il Lincoln Trust, un'organizzazione finalizzata a combattere l'apartheid e soccorrere le sue vittime, aiutando gli esiliati a studiare all'estero. Tornò in Sudafrica nell'agosto del 1990, dopo 13 anni di esilio, anche se la sua base era ormai Londra. Qui, a sud della capitale britannica, si è spento ieri circondato dai suoi famigliari; solo pochi giorni fa aveva ricevuto una telefonata di conforto dall'amico Nelson Mandela.

Consulta anche: Obituary of mr. Donald Woods by the Economist