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16/04/2024 18:59:21

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L'arte di viaggiare

Il manuale degli esploratori inglesi dell'Ottocento secondo le indicazioni della Royal Geographical Society

Galton Francis


Editeur - Casa editrice

Ibis

Mondo
Varie



Città - Town - Ville

Pavia

Anno - Date de Parution

2007

Pagine - Pages

316

Titolo originale

Hints to Travellers

Lingua originale

Lingua - language - langue

italiano

Edizione - Collana

l'Ippogrifo

Traduttore

Martina G.


L'arte di viaggiare L'arte di viaggiare  

Nelle "Memorie della mia vita", Galton ammette di non aver resistito alla tentazione di rendere pubblica la lettera che suo cugino Charles Darwin, il grande naturalista, autore dell'"Origine delle specie", gli aveva inviato in occasione del ricevimento di una copia omaggio di questo libro.
Galton, che attribuiva grande valore alle opinioni e alle osservazioni del cugino, gli aveva chiesto dei consigli da inserire nel volume. Darwin non si era fatto pregare e nel libro troviamo alcune sue esperienze e consigli, insieme a quelli di altri viaggiatori e alle indicazioni pratiche tratte dagli usi e dai costumi degli abitanti di diversi paesi, dal Tibet, all'India, all'Africa meridionale. Partendo dal principio che il viaggio è un'arte che deve essere appresa, Galton ha raccolto in questo libro la più grande quantità di notizie e informazioni utili per esploratori e viaggiatori.
Il libro è il documento di un'epoca in cui il viaggiare era duro e la sopravvivenza dipendeva dalle risorse individuali e dall'ingegnosità con cui si affrontavano situazioni difficili. Galton ha pensato a tutto quello di cui il viaggiatore necessita in ambienti e climi diversi: cibo, acqua, abbigliamento, medicine, fuoco, tende, rifugi, combustibile, barche, nozioni di alpinismo, nuoto, calcia, pesca, cura degli animali della spedizione, orientamento, segnali e molto altro ancora, tutto minuziosamente illustrato, chiarito, commentato.

 

Consulta anche: L'arte di viaggiare - Consigli dall'Himàlaya al Sahara


Recensione in lingua italiana

COME ADDESTRARE UN BUE E ALTRI CONSIGLI DI VIAGGIO 


"Tutte le pelli non conciate possono essere cucinate e mangiate.
Aggiunte alla minestra, ne migliorano il gusto. Se le si fa bollire a lungo, si ottiene della gelatina. Molti uomini affamati hanno mangiato i propri sandali". Parola di Francis Galton, noto scienziato dell'epoca vittoriana, cugino di Charles Darwin, autore di un volume, L'arte di viaggiare. Il manuale degli esploratori inglesi dell'Ottocento secondo le indicazioni della Royal Geographical Society che uscì in Gran Bretagna nel 1872 e ora è ristampato in Italia. 
In tempi di vacanze vale la pena di leggere come i viaggiatori ottocenteschi affrontavano i disagi esotici. Per trarne consigli preziosi? Difficile che a qualcuno capiti di dover "addestrare un bue a portare un cavaliere" (se così fosse, conviene segargli le punta delle corna, sempre pericolose per quanto indietro ci si sieda). Per riconquistare un modo di viaggiare intrepido e incorrotto? Macché. Quell'audacia era guastata da una forte carica di razzismo, maschilismo, crudeltà verso gli animali... Il libro va letto come una divertente curiosità d'epoca: oggi è paradossale, allora era autorevole.
Studioso di antropologia, genetica, meteorologia e non solo, Galton perlustrò Namibia, Sudan, Egitto, Asia Minore. E divenne segretario della Royal Geographical Society, I'associazione londinese che promuoveva i viaggi d'esplorazione: ci mise anni a compilare questa summa diconsigli pratici e aberrazioni da "uomo bianco", scambiando opinioni con i più grandi viaggiatori dell'epoca. Da David Livingstone, che tracciò la mappa di gran parte dell'Africa, a John Rae, che percorse a piedi 23 mila miglia di Artico. Ecco, da questo vademecum, stravaganze, atrocità, pregiudizi. E qualche saggezza.
Abbigliamento Galton consiglia stoffe, colori, capi, accessori. Sostiene che "I'importanza di indossare indumenti di flanella è dimostrata dalle statistiche: la lista di coloro che si sono ammalati o sono morti durante una spedizione comprende molte persone che non la indossavano a pelle". E ricorda come si rimboccano le maniche delle camicie: «Arrotolarle dall'esterno verso l'interno: così restano in posizione per ore, senza bisogno di aggiustarle».
Bestiame. L'autore parla di cavalli, cani, elefanti. Di come non far ragliare l'asino: «Legargli un grosso sasso alla coda. Ogni volta che l'asino sta per ragliare solleva la coda. Se questa è trattenuta a terra da un peso, non riesce a emettere alcun suono». 

Cucina.
Voglia di miele? "Per seguire più facilmente le api che tornano all'arnia, catturarne il maggior numero possibile e cospargere il loro corpo di farina". Voglia di verdura cotta? «Fare bollire i giovani steli delle felci: vi sembrerà di mangiare un piatto di deliziosi asparagi. Anche le ortiche sono un degno sostituto degli spinaci". Se però si desidera una bistecca, il consiglio si fa truculento tagliare pezzi di carne dai bovini vivi. Certo, gli animali soffrono, dice Galton, ma sono abituati a essere morsi dalle iene. E ucciderli vuol dire dover trasportare pesanti quarti di bue.
Donne. «Le mogli degli indigeni sono molto utili, sopportano un lungo viaggio meglio di un cavallo o di un bue. Le donne sono state create per la fatica: possono trainare pesi quanto due uomini; montare le nostretende, rammendare i nostri vestiti, riscaldarci la notte. E addette alla cucina, in tempi di penuria è loro sufficiente leccarsi le dita per sfamarsi".
Equipaggiamento. Importanti i regali per gli abitanti del luogo, nel gergo di Galton " i selvaggi". "È uno sbaglio pensare che lavorino in cambio di una cosa qualsiasi, nuova e luccicante. Se non si incontrano i loro gusti, non si ottiene nulla".
Fare il bucato. Senza sapone. Bollire in acqua una gran quantità di cenere e filtrarla. Aggiungere la bile di un animale e lasciarci i vestiti a mollo per tutta la notte.
Galleggianti. Per nuotare a lungo, legarsi delle bottiglie vuote (ben tappate) al petto e delle spatole alle mani Sistemandosi i vestiti in testa, nel turbante.
Haggis. Ingredienti di questa specialità scozzese: "Carne tenera; cuore e polmoni strappati a brandelli; sangue; molto grasso tagliato a piccoli pezzi. Il tutto va messo a cuocere nello stomaco dell'animale. Un piatto assolutamente delizioso".
Impermeabilizzazione dei tessuti. "Strofinare il rovescio con schiuma di sapone. Una volta asciutti, ripetere l'operazione con l'allume".

Letto
. Nelle notti gelide,"ricoprire il proprio corpo di sabbia, lasciando fuori solo la testa". Oppure «rannicchiarsi nella cenere del fuoco appena spento. O nella carcassa calda e fumante di un cavallo appena morto».

Medicinali. ."Per ricavare una garza da un pezzo di lino raschiare il tessuto con un coltello». Per indurre il vomito: “Polvere da sparo diluita in acqua calda, con aggiunta di sapone".
Nevralgie. "Per estrarre il dente che duole, spingerlo e tirarlo di continuo: cadrà dopo qualche settimana".
Orologi. "Se fate oscillare una corda e un sasso come un pendolo, battono il tempo. Se insegnate a un nativo che ad ogni oscillazione deve gettare un ciottolo in un sacchetto, svolgerà la stessa funzione dell'orologio».
Pidocchi. Masticare foglie di tè usate fino a ridurle in poltiglia e aggiungere mercurio. Quindi mettere il tutto in una striscia di cotone arrotolata e appendersela al collo. I pidocchi mordono l'esca e muoiono. 
Quattrini. "Per avere un piccolo capitale, nel caso in cui tutto il resto venisse rubato, alcuni si seppelliscono dei gioielli nella carne. Il luogo più indicato è l'avambraccio, dove ci sono i segni delle vaccinazioni: la pelle si ispessisce intorno ai preziosi". 
Ripararsi. "La carta marrone da pacchi è eccellente nel non condurre il calore. Gli inglesi di campagna ne mettono dei fogli nelle imbottiture dei copriletti. Se bagnata e fatta asciugare, non fa più rumore».
Sete. “Un'acquazzone è un'occasione per bere. Basta allargare per terra i propri vestiti e poi succhiare l'acqua di cui si sono impregnati. In casi d'emergenza, si può bere il liquido contenuto nello stomaco di un animale abbattuto: ha il sapore del mosto di malto non fermentato». 
Temporali. «Data la scarsità di vestiti di ricambio, era importante per noi conservare asciutti gli abiti. Quando cavalcavamo sotto la pioggia li toglievamo, li mettevamo sulla sella e ci sedevamo sopra. Appena il temporale cessava, li indossavamo di nuovo: erano caldi e asciutti, come fossero stati davanti al fuoco". 
Uccelli. «Per catturare condor e avvoltoi, nascondersi sotto la pelle non conciata di un bue, con in mano un pezzo di corda. Quando il rapace si avvicina, afferrargli le zampe e avvolgerle rapidamente nella pelle, legandole come dentro un sacco. Così gli artigli vengono neutralizzati". 
Vesciche ai piedi. «Per impedire che si formino, strofinare l'interno dei calzettoni con del sapone bagnato, facendo in modo che si formi uno spesso strato di schiuma. Se le bolle sono causate dal cuoio troppo rigido, prima di calzare gli stivali rompeteci dentro un uovo crudo>,.
Zattere. Galton insegna come costruirle. Ma anche come procurarsi il legno: "Quando non vi sono altri mezzi per abbattere gli alberi, devono essere bruciati alla base e fatti cadere. Due uomini possono occuparsi di una ventina di piante contemporaneamente".
Consulta anche: L'arte di viaggiare - Consigli dall'Himàlaya al Sahara