Numero di utenti collegati: 1492

libri, guide,
letteratura di viaggio

02/02/2026 11:34:03

benvenuto nella libreria on-line di

.:: e-Commerce by Marco Vasta, solidarietà con l'Himàlaya :::.

La sposa bianca di Ousmane

Mariama Bâ


Editeur - Casa editrice

Giovane Africa Edizioni

Africa
Africa del Nord
Senegal


Anno - Date de Parution

2015

Titolo originale

Un chant écarlate

Lingua originale

Lingua - language - langue

Italiano

Traduttore

Antonella Beri


La sposa bianca di Ousmane La sposa bianca di Ousmane  

L’appassionante storia d’amore tra il senegalese Ousmane e la francese Mireille si scontra con l’incomprensione di due culture ostili l’una con l’altra.
Razzismo bianco contro razzismo nero. L’arte sopraffina con cui Mariama Ba racconta, mantenendosi sempre neutrale, le descrizioni suggestive della Dakar degli anni ’60, l’analisi delicata dello stato d’animo dei due giovani, consentono alla vicenda si svilupparsi oltre il consentito, per scandagliare nel profondo le contraddizioni che impediscono l’incontro con l’altro e il dialogo tra i popoli.

 



Recensione in lingua italiana

Vi si descrive la storia d’amore di due giovani studenti, Ousmane, detto Oussi, proveniente dai quartieri più poveri di Grand-Dakhar, e Mireille, Francese bionda e dagli occhi azzurri, figlia unica di un diplomatico. Come si può intuire, il loro amore viene fortemente contrastato dalla famiglia di lei, tanto da rimpatriarla in tutta fretta. Ma si sa, le Francesi sono spesso delle novelle Giovanna d’Arco, e il carattere indomito della ragazza non si fa piegare: continua gli studi, partecipa alle manifestazioni del ’68, e non appena raggiunge la maggiore età è pronta per sposare il suo Oussi. Anche lui l’ha aspettata a lungo, mantenendo i contatti con un fitto e accorato epistolario, partecipando all’eco africano della rivoluzione giovanile, e condividendo con la giovane amata i progetti per il futuro insieme.
Oussi, giunto al momento tanto agognato, inizia però ad avere dei ripensamenti, non si sente pronto a lasciare l’Africa, e tanto meno a immergersi nella cultura occidentale, attratto com’è da un sottile richiamo delle sue tradizioni. Chiede quindi alla ragazza di convertirsi all’Islam e di venire ad abitare in Senegal. Lei accetta tutte le condizioni pur di costruire una vita assieme al suo amato.
Da qui iniziano le problematiche. Innanzitutto la famiglia di Ousmane, completamente all’oscuro di tutto, apprende all’improvviso la notizia del matrimonio, avvenuto a Parigi, e non accoglie per niente bene questa ragazza straniera, fino ad allora vista solo in fotografia nella camera del figlio, e considerata l’immagine di un attrice del cinema. Per la madre è una vera disgrazia, si sa che le bianche vogliono il marito tutto per sé e lo sottraggono alle famiglie d’origine, si sente pertanto privata dell’attesissimo aiuto che una nuora in casa le avrebbe apportato. Insomma, si interrompeva il passaggio di testimone delle gravose faccende domestiche! Per tanto che la giovane Francese cercasse di adattarsi a questa nuova vita, il disprezzo della suocera non calava, e la sua presenza ingombrante si fa sentire anche quando i giovani traslocano in un appartamento proprio.
Le enormi diversità tra le due culture compaiono anche in altri frangenti: quando il marito devolve praticamente l’intero stipendio alla sua numerosa famiglia o alle richieste della comunità d’origine, quando il battesimo del primo figlio avviene nella modestia e non nello sfarzo tipico della tradizione (altro evento vissuto come una disgrazia), quando gli amici di lui bighellonano per casa, incuranti di sporcare e volendo essere serviti dalla sposa bianca.
La vita di Mireille non è come se la aspettava, ma l’amore prevale su tutto e ci tiene a salvare il matrimonio. Da una parte cerca di adattarsi, dall’altra di avere qualche pretesa dal marito, tipo l’igiene (lavarsi le mani prima di mangiare), l’uso delle posate, il tenere un po’ a bada gli amici ospiti a casa.
Appesantito da questa vita che non sente sua, Oussi ricomincia a frequentare il vecchio quartiere, dove gli odori si mescolano a suoni e litanie familiari, dove si mangia tutti assieme a terra con le mani, dove le donne non fanno storie se si sporca a terra. Tutto ormai lo richiama alle sue origini, anche una vecchia fiamma, che finisce col segretamente sposare. Niente lo riporta indietro, neanche i consigli accorati dei compagni modernisti che avevano condiviso le giornate di rivolta del ’68 e che si sentono traditi.
Inizia così una doppia vita, all’insaputa della sposa bianca, ma ben accetta dalla famiglia d’origine e dalla comunità intera, che godeva della posizione di prestigio di questo loro membro. Mireille invece coltiva solitudine, disperazione, frustrazione, fino a quando viene addirittura a conoscenza dell’incredibile verità. Il suo mondo crolla definitivamente e i pochi supporti di qualche conoscente non riescono a darle la forza di reagire o di accettare. Del resto cosa poteva fare, stretta nella morsa di due culture così diverse ma così similmente ipocrite e razziste? Non poteva certo tornare da fallita in un mondo borghese di finti sorrisi, né restare come “serva” in un mondo che non voleva accettarla.
Il romanzo non è destinato a un lieto fine e si conclude con una vera e propria vena tragica. Mireille, impossibilitata a qualsiasi via di fuga, cede alla pazzia e all’orrore.


Biografia

L’autrice è nata a Dakar nel 1925 da una famiglia benestante e istruita, rimasta orfana è stata cresciuta dai nonni, educata alla conoscenza della lingua francese e ai dettami della religione islamica. Come letterata, nei suoi 55 anni di vita, si è fatta conoscere per le sue battaglie contro la disparità tra i sessi e la poligamia, e ha sempre inteso la sua arte come strumento di lotta per i diritti femminili. Ciononostante l’intellettuale dakarese ha mantenuto un atteggiamento a tratti critico nei confronti del termine “femminista”, che riteneva distante dalla realtà africana e troppo legato al contesto “occidentale”.
Secondo le consuetudini del suo paese, Mariama avrebbe potuto interrompere gli studi in tenera età, ma scelse di continuare a coltivare il suo talento e ne diede prova in due libri che hanno ottenuto successo anche oltreconfine, col plauso di eminenti giurie internazionali. Tra questi La sposa bianca di Ousmane è stato pubblicato postumo, nel 1981, poiché l’autrice morì di cancro nei mesi precedenti alla sua uscita.
In alcuni riassunti brevi la trama del romanzo è spesso semplificata come racconto dell’amore tra un africano e una ragazza francese, ma la struttura della narrazione è assai più complessa e ambiziosa: questo è uno scritto di denuncia, che smonta la cultura e i modelli sociali del Senegal con delle critiche intelligenti e sottili, che trafiggono come un fioretto.