|
Vi si descrive la storia d’amore di due giovani studenti, Ousmane, detto Oussi, proveniente dai quartieri più poveri di Grand-Dakhar, e Mireille, Francese bionda e dagli occhi azzurri, figlia unica di un diplomatico. Come si può intuire, il loro amore viene fortemente contrastato dalla famiglia di lei, tanto da rimpatriarla in tutta fretta. Ma si sa, le Francesi sono spesso delle novelle Giovanna d’Arco, e il carattere indomito della ragazza non si fa piegare: continua gli studi, partecipa alle manifestazioni del ’68, e non appena raggiunge la maggiore età è pronta per sposare il suo Oussi. Anche lui l’ha aspettata a lungo, mantenendo i contatti con un fitto e accorato epistolario, partecipando all’eco africano della rivoluzione giovanile, e condividendo con la giovane amata i progetti per il futuro insieme. Oussi, giunto al momento tanto agognato, inizia però ad avere dei ripensamenti, non si sente pronto a lasciare l’Africa, e tanto meno a immergersi nella cultura occidentale, attratto com’è da un sottile richiamo delle sue tradizioni. Chiede quindi alla ragazza di convertirsi all’Islam e di venire ad abitare in Senegal. Lei accetta tutte le condizioni pur di costruire una vita assieme al suo amato. Da qui iniziano le problematiche. Innanzitutto la famiglia di Ousmane, completamente all’oscuro di tutto, apprende all’improvviso la notizia del matrimonio, avvenuto a Parigi, e non accoglie per niente bene questa ragazza straniera, fino ad allora vista solo in fotografia nella camera del figlio, e considerata l’immagine di un attrice del cinema. Per la madre è una vera disgrazia, si sa che le bianche vogliono il marito tutto per sé e lo sottraggono alle famiglie d’origine, si sente pertanto privata dell’attesissimo aiuto che una nuora in casa le avrebbe apportato. Insomma, si interrompeva il passaggio di testimone delle gravose faccende domestiche! Per tanto che la giovane Francese cercasse di adattarsi a questa nuova vita, il disprezzo della suocera non calava, e la sua presenza ingombrante si fa sentire anche quando i giovani traslocano in un appartamento proprio. Le enormi diversità tra le due culture compaiono anche in altri frangenti: quando il marito devolve praticamente l’intero stipendio alla sua numerosa famiglia o alle richieste della comunità d’origine, quando il battesimo del primo figlio avviene nella modestia e non nello sfarzo tipico della tradizione (altro evento vissuto come una disgrazia), quando gli amici di lui bighellonano per casa, incuranti di sporcare e volendo essere serviti dalla sposa bianca. La vita di Mireille non è come se la aspettava, ma l’amore prevale su tutto e ci tiene a salvare il matrimonio. Da una parte cerca di adattarsi, dall’altra di avere qualche pretesa dal marito, tipo l’igiene (lavarsi le mani prima di mangiare), l’uso delle posate, il tenere un po’ a bada gli amici ospiti a casa. Appesantito da questa vita che non sente sua, Oussi ricomincia a frequentare il vecchio quartiere, dove gli odori si mescolano a suoni e litanie familiari, dove si mangia tutti assieme a terra con le mani, dove le donne non fanno storie se si sporca a terra. Tutto ormai lo richiama alle sue origini, anche una vecchia fiamma, che finisce col segretamente sposare. Niente lo riporta indietro, neanche i consigli accorati dei compagni modernisti che avevano condiviso le giornate di rivolta del ’68 e che si sentono traditi. Inizia così una doppia vita, all’insaputa della sposa bianca, ma ben accetta dalla famiglia d’origine e dalla comunità intera, che godeva della posizione di prestigio di questo loro membro. Mireille invece coltiva solitudine, disperazione, frustrazione, fino a quando viene addirittura a conoscenza dell’incredibile verità. Il suo mondo crolla definitivamente e i pochi supporti di qualche conoscente non riescono a darle la forza di reagire o di accettare. Del resto cosa poteva fare, stretta nella morsa di due culture così diverse ma così similmente ipocrite e razziste? Non poteva certo tornare da fallita in un mondo borghese di finti sorrisi, né restare come “serva” in un mondo che non voleva accettarla. Il romanzo non è destinato a un lieto fine e si conclude con una vera e propria vena tragica. Mireille, impossibilitata a qualsiasi via di fuga, cede alla pazzia e all’orrore. |