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26/10/2020 16:16:56

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Il cinese

Mankell Henning


Editeur - Casa editrice

Marsilio

Asia
Estremo Oriente
Cina

Città - Town - Ville

Venezia

Anno - Date de Parution

2009

Pagine - Pages

587

Lingua - language - langue

italiano

Edizione - Collana

Farfalle

Traduttore

Puleo G.


Il cinese Il cinese  

In una fredda giornata di gennaio, la polizia di Hudiksvall, nella Svezia centrale, scopre un orribile massacro: in un villaggio vicino alla foresta, diciannove persone sono state trucidate. Sembra il gesto di un folle. Quando a Helsingborg il magistrato Birgitta Roslin legge della strage, si rende conto che tra le vittime ci sono persone a lei molto vicine, e decide di occuparsi del caso. Il ritrovamento di un nastro di seta rossa la porta a Pechino, dove la scoperta di un diario la trascinerà indietro nel tempo, svelandole una terribile storia di schiavitù e soprusi. Coinvolta in un diabolico gioco politico, Birgitta dovrà confrontarsi con la brutalità del capitalismo selvaggio e dei nuovi potenti nella Cina di oggi, pronti a rivendicare il loro posto sulla scena internazionale.

 



Recensione in lingua italiana

Una scena del crimine che sarebbe entrata nella storia del crimine svedese. Un intero villaggio viene battuto casa per casa dalla polizia, ma si trovano soltanto dei cadaveri. Diciannove persone, per lo più coniugi anziani sorpresi nel sonno, un ragazzino di circa dodici anni con una gamba martoriata dopo l’assalto di un lupo, ma anche cani, gatti, persino un pappagallo, tutti uccisi a coltellate. L’odore dolciastro e amarognolo della morte ha invaso tutto il villaggio, solo una famiglia si è salvata, gli Hanson, insieme a una donna che continua ad aggirarsi in vestaglia nella neve, con le mani giunte in preghiera e lo sguardo sconvolto. Vivi Sundberg, corpulenta sulla cinquantina, è una poliziotta tenace e capace di analizzare anche i più piccoli indizi, ma quando si trova a ispezionare tutti quei cadaveri deve rinunciare ad appuntare sul suo taccuino tutti i particolari. La scena è troppo truce, è una vera strage.
È attraverso i notiziari che il giudice Birgitta Roslin scopre cha a pochi chilometri da casa sua è accaduto l’impensabile. Sposata da molti anni e con quattro figli grandi, Birgitta è un giudice scrupoloso, che si getta spesso a capofitto nel lavoro così come nelle altre cose della vita. Ma la sua vita, tutto sommato serena e stabile, sta per essere sconvolta da un notiziario televisivo: il villaggio della strage era proprio quello in cui era nata sua madre e in cui anche lei aveva vissuto per qualche tempo prima di essere data in adozione.
Inizia in questo modo l’ultimo straordinario romanzo di Henning Mankell. Lasciati i panni del commissario Kurt Wallander, protagonista di ben 9 romanzi tradotti in quaranta lingue, lo scrittore svedese crea una pletora di nuovi attualissimi personaggi, intorno ai quali ruota questo libro. Un romanzo corale, in cui ogni personaggio è descritto in maniera magistrale e che si colloca a metà strada tra un thriller e un romanzo storico. Partendo dalle foreste scandinave la trama si snoda su diversi piani temporali, tra la Svezia dei giorni nostri, la Cina e gli Stati Uniti di fine Ottocento. Dall’estrema povertà delle campagne cinesi durante gli anni del comunismo imperiale, alla svolta ipercapitalistica della Pechino contemporanea, meta di designer e di architetti.
Un nastro rosso è sparito dalla lampada di un ristorante cinese, lo stesso nastro verrà trovato sulla neve di Hesjovallen, dove è avvenuta la strage. Birgitta Roslin ha a disposizione un unico indizio per mettersi sulle tracce del misterioso uomo cinese ospite del villaggio in quei giorni, noi lettori abbiamo a disposizione quasi 600 pagine, per godere di una prosa perfetta, immaginifica, degna della fama del maestro scandinavo.