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Gli altri

Siba al-Harez


Editeur - Casa editrice

Neri Pozza

Asia
Medio Oriente
Arabia

Città - Town - Ville

Vicenza

Anno - Date de Parution

2007

Pagine - Pages

312

Titolo originale

The Others

Lingua originale

Lingua - language - langue

italiano

Traduttore

L. Declich, D. Mascitelli


Gli altri Gli altri  

Siba al-Harez è un nom de plume. Dato il soggetto di questo romanzo d'esordio, questa non è una brutta cosa. Anche il nome del traduttore non è elencato su richiesta del traduttore (come annuncia la pagina del copyright). Gli altri è il primo romanzo lesbico dell'Arabia Saudita, forse anche dei paesi del Golfo: pubblicato a Beirut nel 2006, è diventato rapidamente un bestseller.
L'identità dell'autrice rimane avvolta; tutto ciò che ci è permesso sapere è che è una donna saudita di 26 anni di Al Qatif. Al Qatif, sulla costa orientale del Paese, sembra remota, ma la consapevolezza che si tratti di una regione a predominanza sciita porta con sé una particolarità diversa: gli sciiti sono un gruppo minoritario oppresso e pesantemente monitorato nel Paese.
Anche se questo rimane non articolato nel romanzo, può solo amplificare l'isolamento che deriva dalla conoscenza del narratore della sua alterità sessuale in un paese non noto per i suoi atteggiamenti liberali. L'anonimo narratore di 16 anni fornisce un resoconto crudo e immediato della sua relazione con un pari affascinante, possessivo e intenso, di nome Dai, in una scuola femminile.
Nel suo nuovo libro, Inside the Kingdom, Robert Lacey scrive di come sia comune per le donne saudite, sigillate ermeticamente da ogni tipo di contatto maschile, instaurare arapprti lesbici. The Others apre una porta in uno degli angoli più oscuri e meno conosciuti di questa società e la vista è rivelatrice, a volte scioccante, sempre avvincente. Chi sapeva dell'esistenza di una fiorente comunità online che si abbandonava a chat e interazioni omoerotiche di notte? O di feste lesbiche clandestine e incontri in hotel, tutte condotte con la massima segretezza? Nonostante il linguaggio intricato e metaforico del libro e la sua densa e infiammabile soggettività, uno dei segni più evidenti della voce narrante è il senso di colpa, vergogna e paura che tutto consuma. Inseparabile dal desiderio erotico e dall'intimità che sono al centro del libro, rende l'esperienza di lettura unica e non del tutto piacevole.
Recensione di Neel Mukherjee - The Financial Times 15 novembre 2009

 


Recensione in altra lingua (English):

Siba al-Harez is a nom de plume. Given the subject of this debut novel, this is no bad thing. Even the name of the translator is not listed at the translator s request (as the copyright page announces). The Others is Saudi Arabia s, perhaps even the Gulf countries , first lesbian novel: published in Beirut in 2006, it swiftly became a bestseller. The identity of the author remains shrouded; all we are allowed to know is that she is a 26-year-old Saudi woman from Al Qatif. Al Qatif, on the eastern coast of the country, seems remote but the knowledge that this is a predominantly Shi ite region brings a different kind of particularity to bear on the remoteness: the Shi ites are an oppressed and heavily monitored minority group in the country. While this remains unarticulated in the novel, it can only magnify the isolation that comes with the narrator s knowledge of her sexual otherness in a country not known for its liberal attitudes. The unnamed 16-year-old narrator gives a raw and immediate account of her relationship with a glamorous, possessive, intense peer, named Dai, in a girls school. In his new book, Inside the Kingdom, Robert Lacey writes of how it is common for Saudi women, sealed off hermetically from any kind of male contact, to form lesbian attachments. The Others opens a door into one of the darkest and least-known corners of this society and the view is revelatory, sometimes shocking, always compelling. Who knew of the existence of a thriving online community indulging in homoerotic chats and interactions at night? Or of underground lesbian parties and trysts in hotels, all conducted with utmost secrecy? Despite the intricately metaphorical language of the book, and its dense, flammable subjectivity, one of the most conspicuous markers of the narratorial voice is the all-consuming sense of guilt, shame and fear. Inseparable from the erotic longing and intimacy that are at the heart of the book, it makes for a unique, not wholly pleasant reading experience. --Neel Mukherjee The Financial Times 15th November 2009