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12/11/2019 09:54:06

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Explorers of the Western Himalayas 1820-1895

Keay John

Editeur - Casa editrice

Trafalgar Square Publishing

Asia
Karakorum
Himalaya

Anno - Date de Parution

1997

Pagine - Pages

571

Titolo originale

Explorers of the Western Himalayas 1820-1895

Lingua - language - langue

eng

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Quando uomini e montagne si incontrano

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Explorers of the Western Himalayas 1820-1895

Explorers of the Western Himalayas 1820-1895 Explorers of the Western Himalayas 1820-1895  

This omnibus volume combines When Men and Mountains Meet (1977) and its sequel, The Gilgit Game (LJ 3/1/79). The Western Himalayas provide a natural frontier to five nations; as far back as the 19th century, this region was considered strategically important. Keay's (The Honorable Company, Macmillan, 1994) book is a well-written, often humorous account of the 19th-century European (mainly British) explorers and adventurers lured by this inaccessible and lawless region. The book spans 75 years, beginning with the ill-fated William Moorcraft, a veterinarian in the service of the East India Company who arrived in the Himalayas in 1820, and ends with the men who were responsible for bringing the region of Chitral under British control in 1895. The biographical sketches are well researched, the list of sources covering several pages. Embellished with maps and period photographs, this book deserves a place in specialized collections and academic and large public libraries.

 


Recensione in altra lingua (English):

The little-known...hair-raising story of 19th-century European exploration in the Western Himalayas--a protracted adventure as exciting and significant as the search for the sources of the Nile.'' The Times (London) The forbidding mountain complex of the Western Himalayas was second only to deepest Africa as an arena of 19th-century exploration. Seduced by the secrets of its lost valleys and the challenge of its ethereal peaks, a procession of romantics, spies, scientists, and eccentrics trailed up into the unknown. Originally published as two books (When Men and Mountains Meet and The Gilgit Game), this volume at last combines these two halves; in so doing, it restores the original idea of presenting what was the first--and is still the only--comprehensive narrative of European exploration of the noblest geographical region on earth. 584 pp 5 1/2 x 8 1/2 50 photos, maps



Recensione in lingua italiana

Con vent'anni di ritardo esce in lingua italiana uno dei saggi che lo storico britannico John Keay ha dedicato all'epico racconto di una grande impresa durata mezzo secolo: la scoperta della pi¨ grande catena montuosa del mondo, l'Himalaya occidentale. Mercanti, spie, soldati di ventura, mercenari ed esploratori sono i protagonisti di questa grande avventura cominciata nel 1820 e finita nel 1895. Diamo atto a Neri Pozza ed alla collana "il cammello bactriano" di aver riempito un grave lacuna. Avrei preferito che venisse tradotto anche "The Gilgit Game, The Explorers of the Western Himalayas, 1865-95" (vedi http://www.marcovasta.net/libreria/LibreriaNews.asp?id=160).
Con "Quando uomini e montagne si incontrano" ( http://www.marcovasta.net/libreria/LibreriaNews.asp?id=1612 )l'editore si Ŕ limitato a proporre "When men and mountains meet" che Ŕ solo il primo saggio di Keay sull'argomento mentre la copertina si riferisce al volume omnibus "Explorers of the Western Himalayas 1820-1895" ( http://www.marcovasta.net/libreria/LibreriaNews.asp?id=1614 ) che li include entrambi.
Ed Ŕ proprio la copertina inglese, ripresa da Neri Pozza, che mi aveva incuriosito quando trovai il volume a Connought place in Delhi. Il topografo che rileva con la tavoletta una montagna, mi ricordava un curioso episodio di una camminata svolta nel 1983. In quell'anno erano ancora pochissimi (solo sei) i percorsi consentiti in Pakistan. Con un gruppo di amici fra i quali Marco Aime, Stefano Ardito, Chiara Starace, stavamo scendendo da un valico a meridione dei Batura quando incontrammo una equipe del Survey Service. Ci chiesero quote ed informazioni sulla valle che avevamo percorso. Con loro stupore e gioia regalammo le carte U 501 in nostro possesso. Il mese prima avevo chiesto a Stefano di acquistarle alla Stanford, non esistevano ancora le librerie specializzate in Italia).
Un ottimo volume da leggere, magistralmente tradotto da Lorenzo Scandroglio. Leggetelo e vi assicurerÓ un bel viaggio estivo, in plotrona, fra romantiche vette ed esotiche valli.
Un appunto. Nella sua prefazione, Stefano Malatesta omette il contributo italiano alla conoscenza topografica dell'area. PerchÚ non ricordare la grande spedizione di Filippo de Filippi che colleg˛ il sistema topografico indiano a quello europeo? Malatesta cita il "Great ARC", l'impresa di mappare Himalaya e Karakorum (raccontata pure da John Keay in un altro saggio http://www.marcovasta.net/libreria/LibreriaNews.asp?id=1613 ). Un piccolo cenno al nostro contributo alla conoscenza dell'Himalaya occidentale e del Karakorum poteva farlo...