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21/10/2020 04:06:01

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Budda sorride

Brandi Cesare


Editeur - Casa editrice

Editori Riuniti

Asia
Estremo Oriente
Giappone

Città - Town - Ville

Roma

Anno - Date de Parution

2001

Pagine - Pages

100

Titolo originale

Budda sorride

Lingua - language - langue

italiano

Edizione - Collana

Viaggi d'autore

Prefazione

Alberto Arbasino

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Budda sorride

Budda sorride Budda sorride  

"Budda sorride" è la cronaca del rapporto di un viaggiatore con il Giappone. Un rapporto al quale sono estranee le tentazioni dell'esotismo: tanto più lontano si spinge, tanto più Brandi mette in gioco la tradizione culturale di cui è portatore. Il viaggio diviene così una sfida a comprendere, attraverso la passione per ciò che ci è estraneo, la ricchezza e la peculiarità della nostra storia. Con una prefazione di Alberto Arbasino.

"... non si può trascurare che nella raccolta odeporica Budda sorride il Giappone sia descritto ricorrendo al «libretto aureo» di Barthes, L’impero dei segni. Così anche l’estremo Oriente brandiano diventa il regno della stilizzazione per eccellenza, il luogo di una scrittura-scrittura esentata dal significato in virtù di una vocazione iconica che non poteva non affascinare lo storico dell’arte."...
Dario Stazzone

 

Consulta anche: Cesare Brandi scrittore: una singolare declinazione dell’odeporica - di Dario Stazzone


Biografia

Brandi Cesare

Cesare Brandi (Siena, 8 aprile 1906 – Vignano, 19 gennaio 1988) si è laureato in Lettere all'Università di Firenze nel 1928. Storico d'arte di formazione si è contraddistinto per una poliedrica attività che lo ha visto scrivere sia nell'ambito della estetica contemporanea (di formazione crociana) sia di teoria del restauro senza considerare il lungo elenco di libri nati come diari di viaggio. Per anni, inoltre ha scritto fondi sul quotidiano "Corriere della Sera" sul tema dell'ambiente, la protezione del patrimonio, i restauri più o meno fortunati.
Neolaureato, nel 1930, Brandi riceve l'incarico, presso la Soprintendenza ai Monumenti e Gallerie di Siena, di riordinare, catalogare e sistemare la collezione dei dipinti dell'Accademia di Belle Arti di Siena nella nuova sede di palazzo Buonsignori.
Brandi, ventiseienne, nel 1932 dedica il suo primo saggio d’arte contemporanea a de Pisis dopo aver visitato lo studio parigino dell’artista. Nel 1933, vinto il concorso per Ispettore nei ruoli della Amministrazione delle Antichità e Belle Arti passò alla Sovrintendenza ai Monumenti di Bologna. L'incarico durò circa tre anni e durante questo periodo trascorso nella città si occupò di organizzare un primo laboratorio di restauro e la "Mostra della Pittura Riminese del trecento" del 1935.
Nel 1936 assunse funzioni ispettive presso la Direzione Antichità e Belle Arti e successivamente venne nominato Provveditore agli Studi di Udine da dove fu trasferito con responsabilità miste di provveditorato e di Soprintendenza nel Governatorato delle isole italiane dell'Egeo. Nel 1938 venne richiamato a Roma e, su proposta di Giulio Carlo Argan gli venne assegnato l'incarico di realizzare il Regio Istituto Centrale del Restauro (oggi Istituto superiore per la conservazione ed il restauro), divenuto rapidamente la massima istituzione statale italiana attiva nel campo del restauro dei beni culturali e del quale mantenne la carica di Direttore per un intero ventennio.
Oltre ai meriti di carattere amministrativo per la difficoltà nella gestione dei primi anni di vita dell'ICR va sicuramente sottolineata la caparbietà con la quale Brandi si rivolgeva al Ministero. La creazione dell'ICR viene ricordata come un esempio di istituzione statale attenta al rapporto tra teoria del restauro, coscienza del fare conservazione, e pratica del restauro con caratteri ancor oggi imitati e studiati di lavoro inter-disciplinare. L'ICR venne diretto da Cesare Brandi sino al 1961. A partire da quella data l'impegno di Brandi si è orientato verso l'insegnamento della storia dell'arte. Brandi ha insegnato prima nell'università di Palermo (dove ha formato una nutrita schiera di discepoli tra i quali ricordiamo Michele Cordaro, Maria Andaloro e Giuseppe Basile) e poi in quella di Roma.
Numerosi da allora sono gli scritti nell'ambito della critica d'arte. Numerose anche le produzioni in ambito giornalistico: per anni fondista culturale del "Corriere della Sera" Brandi è autore, nel 1975, dei testi di una serie di straordinari documentari televisivi titolati A tu per tu con l’opera d’arte, frutto della collaborazione tra lo stesso Brandi e Franco Simongini (1932 +1994) notissimo regista di documentari d'arte.

Viaggi
- Viaggio nella Grecia antica, Firenze,Vallecchi, 1954-Roma, Editori Riuniti, 2001 (3°)
- Città del deserto, Milano, Mondadori, 1958-Roma, Editori Riuniti, 2001 (3°)
- Pellegrino di Puglia, Bari, Laterza, 1960-Roma, Editori Riuniti, 2002 (4°)
- Verde Nilo, Bari, Leonardo da Vinci ed.,1963 Roma, Editori Riuniti, 2001 (3°)
- Martina Franca, Milano, G. Le Noci ed., 1968-Roma, Editori Riuniti, 2002
- A passo d'uomo, Milano, Bompiani, 1970-Roma, Editori Riuniti, 2004
- Budda sorride, Torino, Einaudi, 1973-Roma, Editori Riuniti, 2001
- Persia mirabile, Torino, Einaudi ,1978-Roma, Editori Riuniti, 2002
- Diario cinese, Torino, Einaudi, 1982-Roma, Editori Riuniti, 2002
- Umbria vera, Roma, Edizioni della Cometa, 1986
- Aria di Siena, Roma, Editori Riuniti, 1987
- Sicilia mia, Palermo, Sellerio, 1989 - 3° ed. 2003
- Terre d'Italia, Roma, Editori Riuniti, 1991

Consulta anche: Cesare Brandi scrittore: una singolare declinazione dell’odeporica - di Dario Stazzone
Consulta anche: Biografia nel sito dell'Associazione amici di Cesare Brandi