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09/08/2022 02:49:36

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Il Museo Nazionale d'Arte Orientale

in Palazzo Brancaccio


Editeur - Casa editrice

Sillabe

 

  Italia
India
Tibet

Anno - Date de Parution

1997

Pagine - Pages

263

Titolo originale

Il Museo Nazionale d'Arte Orientale in Palazzo Brancaccio

Lingua originale

Lingua - language - langue

italiano

Curatore

Paola D'Amore

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Il Museo Nazionale d'Arte Orientale in Palazzo Brancaccio

Il Museo Nazionale d'Arte Orientale Il Museo Nazionale d'Arte Orientale  

Il Museo Nazionale d’Arte Orientale, recentemente intitolato al professor Giuseppe Tucci, illustre orientalista, è stato istituito nel 1957, appunto su proposta del professor Tucci, ed aperto al pubblico nel 1958. E’ un Istituto del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, legato da una convenzione all’Istituto italiano per l’Africa e l’Oriente (IsIAO, già IsMEO), convenzione secondo la quale sono depositate presso il Museo le opere di proprietà dell’IsIAO, gran parte delle quali proviene dagli scavi effettuati a suo tempo in Pakistan, Iran, Afghanistan. Il Museo detiene perciò la più ampia collezione in Europa di arte del Gandhara (Pakistan, Swat).
È un museo prevalentemente archeologico, che conserva opere che si riferiscono ad un’ampia estensione geografica – dal Vicino Oriente all’Estremo Oriente e all’Asia sud-orientale – e ad un esteso arco di tempo – dalla protostoria al secolo XIX - .
Recentemente il Museo si è arricchito di una cospicua donazione: 2090 opere che si riferiscono soprattutto all’ambito tibeto-nepalese ed all’Iran.

Oltre ad esporre e conservare le sue collezioni il Museo Nazionale d’Arte Orientale esercita anche compiti di tutela e promozione dell’arte ed archeologia orientali in ambito nazionale: è dotato, infatti, di un archivio delle collezioni orientali in Italia, di un archivio fotografico (che accoglie anche la documentazione degli scavi dell’IsIAO inOriente), di una biblioteca specialistica, di un servizio di bio-archeologia e di un laboratorio di restauro. Il Museo ha sede in Roma a Palazzo Brancaccio.

 



Biografia

Matthiessen Peter
Figlio di un architetto, pubblicò il suo primo racconto durante gli studi presso l'Università di Yale. Dopo la laurea si trasferì in Francia dove fondò, assieme all'amico George Plimpton, la rivista The Paris Review. Nel 1974 è stato chiamato a far parte dell'Accademia Americana di Arti e Lettere.
Ha pubblicato, nel corso di quasi cinquant'anni, più di venti libri. Fra i suoi libri più apprezzati ci sono Giocando nei campi del Signore (At Play in the Fields of the Lord) (1965), un thriller morale che parla dei missionari in Sud America e che divenne un film con lo stesso titolo; e Uccidere Mister Watson (Killing Mister Watson) (1991), la prima parte di una trilogia su un leggendario fuorilegge della Florida.
Ha scritto anche romanzi storici. In the Spirit of Crazy Horse (1983) analizza il conflitto a fuoco, avvenuto nel 1975, fra l'FBI e i Nativi Americani vicino a Wounded Knee. Sono stati però i romanzi di viaggio che lo hanno fatto conoscere come perfetto sostenitore della natura. Nel racconto di viaggio Il leopardo delle nevi (The Snow Leopard) (1978), vincitore del National Book Award, Matthiessen racconta le sue ricerche delle creature in pericolo di estinzione e del raggiungimento della gratificazione spirituale. Ha raccontato anche i suoi viaggi attraverso l'Africa e l'Antartide in African Silences (1991) e End of the Earth (2003), mentre con The Birds of Heaven (2001) ha promosso la protezione delle gru e, più in generale, dell'ecosistema del pianeta.
Matthiessen fu un praticante della filosofia Zen e più tardi divenne monaco buddhista. Viveva a Sagaponack,nello Stato di New York. dove è deceduto nel 2014 all'età di 86 anni a causa di una leucemia.