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letteratura di viaggio

11/11/2019 23:11:27

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Dei, demoni e oracoli

La leggendaria spedizione in Tibet del 1933
Tucci Giuseppe

Editeur - Casa editrice

Neri Pozza

  Asia
Spiti
Tibet

Pagine - Pages

189

Titolo originale

Cronaca della missione scientifica Tucci nel Tibet occidentale (1933)

Lingua - language - langue

italiano

Edizione - Collana

Il cammello battriano

Curatore

Ugo Leonzio

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Dei, demoni e oracoli. La leggendaria spedizione in Tibet del 1933


Dei, demoni e oracoli Dei, demoni e oracoli  

Con cinquanta muli, sherpa, guide, cuochi, fotografi, tra frane e tempeste di neve, Tucci si addentra nella regione più impervia, pericolosa e meno conosciuta di tutto il Tibet occidentale, lo Shang Shung, la zona in cui nacque la cultura tibeana prebuddhista, tantrica, magica e sciamanica. I paesaggi sono da sogno e da incubo, i personaggi inquietanti e affascinanti, le arti e le pratiche tantriche di culto (Dzog Chen) di cui si parla terribili e attraenti. Tucci, che univa alle qualità di studioso e instancabile viaggiatore, la curiosità di un avventuriero tenace e certamente privo di inutili scrupoli, non esita davanti alle divinità feroci, ai riti spesso cruenti e al profumo di magia e tecniche legate al soprannaturale.

Diario di Tucci della spedizione a Guge (Tibet occidentale). Fu la sua terza spedizione nelle regioni tibetane (delle spedizioni del 1928 e del 1931 in Ladakh credo che non esistano altro che un paio di articoli). Nei tipi di Neri Pozza esce questo secondo volume della serie che l'editore è intenzionato a dedicare a Tucci.
L'editore Neri Pozza non si degna di indicare quale diario venga ora ripubblicato con questo titolo sicuramente più moderno di "Dei, demoni ed oracoli".
La breve introduzione del curatore Ugo Leonzio è all'altezza del diario tucciano, senza quegli scivoloni di pessimo gusto che caratterizzavano il precendente volume. Leonzio, ricercatore e filosofo, ha curato per Einaudi il "Libro tibetano dei morti" e nell'introduzione porta l'attenzione del lettore ad alcuni aspetti della ricerca tucciana legati allo dzogchen ed ai riti chod.
Non ci sono fotografie e la copertina è di Fosco Maraini che anni dopo sostituì il capitano Ghersi come fotografo di Tucci.

 

Consulta anche: "Nel Tibet occidentale - Primo, secondo e terzo tempo" è disponibile on line nel sito dell' "Archivio storico Istituto Luce"

Recensione in altra lingua (English):

La pubblicazione di Neri Pozza, Giuseppe Tucci Dei, demoni e oracoli è la ristampa del libro di G. Tucci – E. Ghersi, Cronaca della missione scientifica Tucci nel Tibet occidentale (1933) stampata dalla Reale Accademia d’Italia nella collana Viaggi di studio ed esplorazioni (2) Roma 1934 - XII.
L’edizione è corredata da 273 splendide foto in bianco e nero di paesaggi, affreschi, gioielli e da due cartine schematiche con il viaggio di Tucci.
(contributo di Vincenzo Vaccaro)



Recensione in lingua italiana

Perdendomi nelle pagine di "Dei, Demoni e Oracoli" ho rivissuto deliziosi od indimenticabili momenti del mio errare in Himalaya. L'asfissiante caldo di Patankot, la verde valle di Kangra lungo la linea ferroviaria che ancora conduce a Simla, mi sono bagnato sotto la doccia monsonica di Manali ed ho rivalicato il Kanzam-la, sono salito a Kyber ed a Kye in Spiti, ho ammirato le statue di Tabo, gli ori dei templi di Toling hanno luccicato sotto gli spot che li illuminavano, ho risalito le gallerie fino al tempio di Demchok nella rocca di Tsaparang, turista fortunato cui la sorte ha consentito di ripercorrere il cammino iniziatico di quel viaggio del 1933.


Biografia

Giuseppe Tucci
Macerata 1894 - San Paolo dei Cavalieri (Tivoli) 1984


Tucci è considerato il più grande orientalista italiano del Novecento, e fra i massimi tibetologi a livello internazionale. Fu giornalista, scrittore, archeologo, antropologo, esploratore, Accademico d'Italia, presidente onorario di numerose istituzioni di grande prestigio in tutto il mondo, vincitore del "Premio Nehru", e ha meritato ben cinque lauree honoris causa. Concittadino del gesuita e sinologo Padre Matteo Ricci, Giuseppe Tucci nasce a Macerata il 5 giugno 1894 e muore a San Polo dei Cavalieri, vicino a Tivoli, il 5 aprile 1984. Dotato di eccezionali qualità naturali e di un'ottima preparazione classica, giovanissimo conosce già una decina di lingue europee. Nel 1915 parte per la Grande Guerra, congedandosi col grado di tenente. Nel 1919 si laurea in Lettere e Filosofia.
Lavora prima come bibliotecario della Camera dei deputati, ma già tra il 1925 e il 1930 insegna italiano, cinese e tibetano presso le Università indiane di Calcutta e Shantiniketan, dove fra l'altro incontra il poeta Tagore e Gandhi. Dal 1930 diviene docente di lingua e letteratura cinese all'Università di Napoli, e dal 1932 insegna religione e filosofia dell'Estremo Oriente all'Ateneo di Roma. Nel 1933 fonda assieme a Giovanni Gentile, che ne è il primo presidente, l'Istituto italiano per il Medio ed Estremo Oriente (Is.M.E.O.), con lo scopo di "promuovere e sviluppare i rapporti culturali fra l'Italia e i paesi dell'Asia Centrale, Meridionale ed Orientale ed altresì di attendere all'esame dei problemi economici interessanti i Paesi medesimi". L'attenzione rivolta anche agli aspetti politico-economici è documentata, oltre che dalle numerose pubblicazioni dell'Istituto come i periodici Bollettino dell'Istituto italiano per il Medio ed Estremo Oriente (1935) e Asiatica (1936-1943), dallo specifico interesse di Tucci per la geopolitica dell'Asia in un periodo cruciale della sua storia, e dalla sua amicizia personale con Karl Haushofer, che invita a tenere importanti conferenze su questa materia.
Tucci concentra i suoi viaggi di ricerca nella vasta regione himalayana, quale naturale crocevia storico fra tutte le diverse culture dell'Asia, raccogliendo sistematicamente materiale archeologico, artistico, letterario, di documentazione storica e altro. Risultati eccezionali vengono così ottenuti dalle sue lunghe spedizioni in Tibet fra il 1929 e il 1948, anno in cui l'Is.M.E.O. riprende in pieno la sua attività postbellica sotto la sua diretta presidenza, destinata a durare fino al 1978. Tra il 1950 e il 1955 egli organizza nuove spedizioni in Nepal, seguite dalle campagne archeologiche in Pakistan ('56), in Afghanistan nel ('57) ed in Iran ('59). Sempre nel 1950 avvia il prestigioso periodico in lingua inglese East and West, e nel 1957 fonda il Museo Nazionale di Arte Orientale di Roma.
Tra i suoi numerosi ed importanti scritti ricorderemo solamente, sia i sette volumi di Indo-tibetica (Accademia d'Italia, 1932-1942) che i due di Tibetan Painted Scrolls (Libreria dello Stato, 1949) per la loro ampiezza documentaria, e la Storia della filosofia indiana (Laterza, 1957) per la sua portata innovativa, specie per quanto riguarda la logica indiana.

Consulta anche: "Nel Tibet occidentale - Primo, secondo e terzo tempo" è disponibile on line nel sito dell' "Archivio storico Istituto Luce"