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22/11/2019 04:06:55

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Santi e briganti nel Tibet ignoto

Diario della spedizione nel Tibet Occidentale 1935
Tucci Giuseppe

Editeur - Casa editrice

Ulrico Hoepli

  Asia
Tibet
Himalaya

Anno - Date de Parution

1937

Pagine - Pages

160

Titolo originale

Santi e briganti nel Tibet ignoto (Diario della spedizione nel Tibet Occidentale 1935)

Lingua - language - langue

italiano

Ristampa - Réédition - Reprint

1996 Newton Compton

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Santi e briganti nel Tibet ignoto (Diario della spedizione nel Tibet Occidentale 1935)


Santi e briganti nel Tibet ignoto Santi e briganti nel Tibet ignoto  

Sacro alle religioni Hindu, Buddhista, Bon e Jainica, il Kailash si erge al centro del mondo spirituale Asiatico, "axis mundi" per milioni di fedeli e punto di arrivo di ogni viaggiatore che ama l'Asia. Un sogno spesso nato sulle pagine di Giuseppe Tucci che compì i primi e fondamentali studi su quest'area esplorandola nel 1935. Fu il quinto dei suoi viaggi nella terra delle nevi: unico studioso a rompere il secolare bando promulgato dai cinesi che vietava l'ingresso in Tibet.

Nel centenario della nascita del nostro grande orientalista, nato a Macerata nel 1894, con alcuni amici ho compiuto il periplo del Kan Rimpoché, "la gemma delle cime ghiacciate" nella poetica traduzione di Tucci del nome tibetano.

La copertina non riguarda però questo viaggio ma riproduce il catello di Yumbu Lhakang

 



Biografia

Giuseppe Tucci
Macerata 1894 - San Paolo dei Cavalieri (Tivoli) 1984


Tucci è considerato il più grande orientalista italiano del Novecento, e fra i massimi tibetologi a livello internazionale. Fu giornalista, scrittore, archeologo, antropologo, esploratore, Accademico d'Italia, presidente onorario di numerose istituzioni di grande prestigio in tutto il mondo, vincitore del "Premio Nehru", e ha meritato ben cinque lauree honoris causa. Concittadino del gesuita e sinologo Padre Matteo Ricci, Giuseppe Tucci nasce a Macerata il 5 giugno 1894 e muore a San Polo dei Cavalieri, vicino a Tivoli, il 5 aprile 1984. Dotato di eccezionali qualità naturali e di un'ottima preparazione classica, giovanissimo conosce già una decina di lingue europee. Nel 1915 parte per la Grande Guerra, congedandosi col grado di tenente. Nel 1919 si laurea in Lettere e Filosofia.
Lavora prima come bibliotecario della Camera dei deputati, ma già tra il 1925 e il 1930 insegna italiano, cinese e tibetano presso le Università indiane di Calcutta e Shantiniketan, dove fra l'altro incontra il poeta Tagore e Gandhi. Dal 1930 diviene docente di lingua e letteratura cinese all'Università di Napoli, e dal 1932 insegna religione e filosofia dell'Estremo Oriente all'Ateneo di Roma. Nel 1933 fonda assieme a Giovanni Gentile, che ne è il primo presidente, l'Istituto italiano per il Medio ed Estremo Oriente (Is.M.E.O.), con lo scopo di "promuovere e sviluppare i rapporti culturali fra l'Italia e i paesi dell'Asia Centrale, Meridionale ed Orientale ed altresì di attendere all'esame dei problemi economici interessanti i Paesi medesimi". L'attenzione rivolta anche agli aspetti politico-economici è documentata, oltre che dalle numerose pubblicazioni dell'Istituto come i periodici Bollettino dell'Istituto italiano per il Medio ed Estremo Oriente (1935) e Asiatica (1936-1943), dallo specifico interesse di Tucci per la geopolitica dell'Asia in un periodo cruciale della sua storia, e dalla sua amicizia personale con Karl Haushofer, che invita a tenere importanti conferenze su questa materia.
Tucci concentra i suoi viaggi di ricerca nella vasta regione himalayana, quale naturale crocevia storico fra tutte le diverse culture dell'Asia, raccogliendo sistematicamente materiale archeologico, artistico, letterario, di documentazione storica e altro. Risultati eccezionali vengono così ottenuti dalle sue lunghe spedizioni in Tibet fra il 1929 e il 1948, anno in cui l'Is.M.E.O. riprende in pieno la sua attività postbellica sotto la sua diretta presidenza, destinata a durare fino al 1978. Tra il 1950 e il 1955 egli organizza nuove spedizioni in Nepal, seguite dalle campagne archeologiche in Pakistan ('56), in Afghanistan nel ('57) ed in Iran ('59). Sempre nel 1950 avvia il prestigioso periodico in lingua inglese East and West, e nel 1957 fonda il Museo Nazionale di Arte Orientale di Roma.
Tra i suoi numerosi ed importanti scritti ricorderemo solamente, sia i sette volumi di Indo-tibetica (Accademia d'Italia, 1932-1942) che i due di Tibetan Painted Scrolls (Libreria dello Stato, 1949) per la loro ampiezza documentaria, e la Storia della filosofia indiana (Laterza, 1957) per la sua portata innovativa, specie per quanto riguarda la logica indiana.