Diario d'India
Eliade Mircea
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Editeur - Casa editrice |
Bollati Boringhieri
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Asia
India
Himalaya
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Città - Town - Ville |
Torino
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Anno - Date de Parution |
1995
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Pagine - Pages
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216
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Titolo originale
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Santier
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Lingua - language - langue
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italiano
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Edizione - Collana |
Varianti
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Traduttore |
Fulvio Del Fabbro, Cristina Fantechi
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Diario d'India
Alla fine del 1928, Mircea Eliade allora ventunenne, arriva a Calcutta per studiare con il celebre Surendranath Dasgupta. Vi resterà tre anni, durante i quali tiene un diario minuzioso in cui annota episodi della vita quotidiana, soprattutto incontri. Sfilano così una serie di personaggi: il compagno di studi, il suo maestro Dasgupta, una misteriosa e bellissima studiosa indu, il suo vecchio professore di sanscrito, le adolescenti coinquiline della pensione in cui egli abita; ma anche personaggi famosi come Giuseppe Tucci e Tagore. Il diario, nella sua immediatezza, rispecchia con la sua vivacità, le passioni, le aspirazioni, le curiosità di un giovane studente che diventerà poi uno dei massimi orientalisti della nostra epoca.
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Recensione in lingua italiana |
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Questo "Diario d'India" è un romanzo di avventure quotidiane. Avventure (e disavventure) dello spirito e della carne capitate tra il 1928 e il 1933 a Calcutta, a un giovane rumeno arrivato in quella città per studiarvi il sanscrito e la filosofia indiana. Pur non trascurando gli studi, egli non disprezza i divertimenti, anzi. I profumi inebrianti delle notti tropicali eccitano i sensi, rinfocolando i desideri. Il whisky abbatte le barriere e la zanzariera protegge i corpo degli amanti. Mircea Eliade racconta i suoi amori e quelli dei suoi amici "anglo-indiani", descrive la sua vita insieme a loro, espone i pensieri contraddittori che si agitano in lui, sugli argomenti più disparati, con una sincerità senza pudore e un'ingenuità disarmante. La sua è una scrittura vivace, senza fronzoli; appunti di diario, così come escono dalla penna. I lettori di Eliade vi trarranno lo stesso piacere che dalla lettura di "L'India". |
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Biografia |
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Mircea Eliade nacque a Bucarest nel 1907. Si formò come filosofo e storico delle religioni all'Università di Bucarest, sotto l'influenza di N. Ionescu. Negli anni 1927-28 fu a Roma dove poté assistere alle lezioni di G. Gentile. Studiò poi all'Università di Calcutta con S. Dasgupta e nell'eremitaggio di Rishikesh sull'Himalaia. Fu addetto culturale rumeno prima a Londra, nel 1940-41, e successivamente a Lisbona (1941-1944). Dopo la seconda guerra mondiale si trasferì a Parigi dove insegnò all'École des Hautes Études e nel 1957 ottenne la cattedra di storia delle religioni all'Università di Chicago. È morto a Chicago il 23 aprile 1986. Oltre ad aver scritto alcune opere generali di storia delle religioni (Trattato di storia delle religioni, 1949, e Il mito dell'eterno ritorno, 1949), Eliade è ricordato come uno dei maggiori specialisti dello sciamanesimo, dello yoga e dei rapporti tra magia e alchimia. Le sue opere principali sono: Lo sciamanesimo e le tecniche dell'estasi (1951); Lo yoga. Immortalità e libertà (1954); Alchimia asiatica, (1935-1937); Arti del metallo e alchimisti, (1956); Il sacro e il profano, (1956). |
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