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Architettura Orientale

Bussagli Mario


Editeur - Casa editrice

Electa

  Asia
India
Nepal


Città - Town - Ville

Milano

Anno - Date de Parution

1981

Pagine - Pages

402

Lingua - language - langue

italiano


Architettura Orientale Architettura Orientale  

Nel volume si affronta il problema di far conoscere attraverso una lettura critica i tesori architettonici di grandi civiltà cresciute parallelamente alla nostra ma in dimensioni affatto diverse, tenendo presente il contesto storico e sociale che quei tesori ha prodotto.
In tutte le civiltà Asiatiche l'architettura non è considerata tra le arti maggiori. La pesantezza della materia che essa impiega, la quantità di dati tecnici necessari alla progettazione e alla costruzione, la fanno considerare poco spontanea, non facilmente apprezzabile e perciò prodotto di artigianato, anziché opera d'arte. Peraltro i testi tradizionali indiani enumerano con molta precisione i diversi aspetti della preparazione tecnica necessaria all'architetto. Questi comprendono: nozioni di tipo geologico, geomantico, magico, conoscenze religiose, tecniche, artistiche e persino psicologiche (per trattare con gli operai).
Il tutto implica una cultura particolare, certamente non comune, diversissima da quella di un architetto Occidentale classico o rinascimentale, e più ancora da quella di un qualsiasi architetto moderno o contemporaneo. Anche in India, in Indonesia e in Indocina, come in tutto il resto dell'Asia, per evidenti ragioni storiche e sociali gli edifici pubblici prevalgono su qualsiasi costruzione privata. E proprio per questo l'architettura è prevalentemente di tipo religioso. Il fenomeno diventa poi ancora più ampio con l'espansione delle religioni ecumeniche, che investono aree dominate da civiltà diversissime, come è accaduto per il buddismo e per l'induismo in India.

 



Biografia

Nasce a Siena il 23 settembre 1917 e s’interessa di temi orientali fin da bambino, tanto che sceglie lui di seguire a Roma il magistero di Giuseppe Tucci con cui si laurea nel 1940 scrivendo una tesi sull’arte del Gandhāra.
Dopo la guerra vince due libere docenze e poi il posto di bibliotecario presso l’allora Istituto di Studi Orientali dell’Università “La Sapienza” di Roma. Proprio nei bei saloni di Palazzo Brancaccio cura, nel 1956, assoluta novità per l’epoca, la Mostra d’arte iranica / Exhibition of Iranian Art, che esponeva più di centotrenta pezzi a documentare l’evoluzione artistica della regione dai bronzi del Luristan fino alla stagione islamica.
L’anno successivo, vince la cattedra di Storia dell’Arte dell’India e dell’Asia centrale e Storia dell’Arte dell’Estremo Oriente e diviene il più giovane professore ordinario d’Italia. In quello stesso 1957, la Fondazione Giorgio Cini di Venezia gli affida la direzione della sezione di arte e cultura orientale dell’Enciclopedia Universale dell’Arte, tenuta fino al 1967 quando si completa l’opera.
Nel 1958 cura la mostra L’arte del Gandhāra in Pakistan e i suoi incontri con l’Asia Centrale, allestita prima nei saloni di Palazzo Brancaccio a Roma e poi in quelli di Palazzo Madama a Torino.
Accanto all’attività scientifica si afferma quella di alta divulgazione, con trasmissioni radiofoniche culturali e la collaborazione a quotidiani di livello nazionale. Le sue ricerche confluiscono nella pubblicazione de La peinture de l’Asie Centrale (Skira 1963). L’anno dopo, cura la mostra 5000 anni d’arte in Pakistan, allestita nelle sale del Museo Archeologico Nazionale di Napoli. L’interesse di Mario Bussagli, però, non si limita all’arte orientale. È suo il libretto di successo, pubblicato per la Sansoni e dedicato a Bosch e tradotto in molte lingue europee, così come il suo ultimo lavoro Arte e magia a Siena, già uscito postumo per Il Mulino nel 1991 e quest’anno ripubblicato per i tipi dell’editore Betti di Siena.