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14/06/2024 14:05:12

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The great railway bazaar

By Train Through Asia

Theroux Paul

Editeur - Casa editrice

Houghton Mifflin


Anno - Date de Parution


Titolo originale

The great railway bazaar: By Train Through Asia

Lingua originale

Lingua - language - langue


Edizione - Collana

Ristampa in Paperback

Ristampa - Réédition - Reprint

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The Great Railway Bazaar (France) -  commandez ce livre
The great railway bazaar

The great railway bazaar The great railway bazaar  

Theroux's epigrams, beginning his text and along the way, express his hope that his journey would be guidance for anyone else attempting such a trip. Indeed, his epic 4-month journey starting with the Orient Express (with which he didn't seem very impressed) through the Trans-Siberian Railway by way of most of South Asia, is a most impressive frightening and exciting voyage along rails old and new. The author confines himself to train travel as much as possible, and concentrates on that experience. His avoidance of tourist sites along the way seems almost pathological, and he seems quite belligerent in the presence of the natives of many of the countries he passes through. However, the trip is vivid with personalities and the great crowded "bazaar" of Asia. Theroux's most poignant observations come as he travels through war-torn Vietnam (the war was winding down as he visited) and along the Siberian rails pining for home.


Consulta anche: Leggi la recensione: Tiziano Terzani e Paul Theroux: L'Asia in treno

Recensione in altra lingua (Français):

Theroux conduit le lecteur vers l'Orient extrême, d'Istanbul EDelhi, avant de regagner Londres en passant par Moscou. On goûtera avec lui le charme des tortillards turcs, la froideur des couchettes en Union Soviétique... Sa langue débordant d'humour et de perspicacitEest ici portée El'incandescence, dans ce périple rythmEpar l'imprévu.

Recensione in lingua italiana

Anche se scritto trent'anni fa, nel momento in cui viaggiare era molto piEfacile che oggi, spinge a salire sul primo treno che pasa e partire.


Paul Theroux (Medford, Massachusetts 1941) scrittore statunitense. Dopo gli studi viaggiò in Italia e in seguito in Africa. Qui prestò la sua opera all'interno del Corpo dei volontari della pace in una scuola del Malawi (da cui fu espulso per supposta "attività sovversiva") e insegnò presso un'università ugandese. A Kampala conobbe V.S. Naipaul, la cui visione del mondo, che mescola pessimismo a comicità, esercitò una notevole influenza sul giovane Theroux. Dopo il romanzo d'esordio (Waldo, 1968), scrisse, tra le altre opere, Jungle Lovers (1971), rievocazione delle sue esperienze nel Malawi. In Gran Bretagna, dove risiedette stabilmente per diciassette anni, lavorò a opere molto apprezzate, tra le quali narrazioni di viaggio spesso incentrate su percorsi in treno (The Great Railway Bazaar: by Train through Asia, 1975) e il romanzo Mosquito Coast, da cui fu tratto nel 1986 l'omonimo e fortunato film diretto da Peter Weir e interpretato da Harrison Ford. Attualmente Theroux vive tra la Gran Bretagna e gli Stati Uniti, e questa doppia esistenza è al centro del romanzo-confessione My Secret Life.

’At the Villa Moro’: un’avventura siciliana di Paul Theroux
di Silvestro Livolsi, 2 settembre 2004

Paul Theroux è nato nel 1941 negli Stati Uniti ed è internazionalmente conosciuto come uno scrittore instancabile e raffinato di romanzi, diari e cronache di viaggio dai luoghi più diversi per storia e cultura (Singapore, la Patagonia, Honolulu e tantissimi altri). In Italia delle sue opere sono state pubblicate: Ultimi giorni a Hong Kong, Il Gallo di Ferro, O-Zone, Hotel Honolulu. Di recente per l’editrice Baldini e Castoldi è uscito l’ultimo libro di Theroux ’L’infermiera Wolf e il dottor Sacks’: una storia ambientata a New York con protagonisti personaggi veri, tra i quali il celebre medico e scrittore Oliver Sacks e che ha fatto riscuotere per l’autore una rinnovata attenzione di pubblico e di critica in Italia. Italia, nella quale ha più volte soggiornato, in passato, e che riecheggia in alcuni suoi scritti. Uno di questi, poco conosciuto ma decisamente interessante e curioso è quello pubblicato nell’autunno del 2001, sulla rivista inglese di narrativa Granta, nel numero 75, dal titolo ’At the villa Moro’. Il romanziere americano, su Granta, racconta di un’avventura siciliana, di quando, ventenne, nel 1962, soggiornò a Taormina alla ricerca dei luoghi descritti da Lawrence in ’Snake’ e in particolare della fascinosa residenza di quel meraviglioso luogo, Villa Moro. Giunto con pochi soldi, con pochi abiti, insomma con scarsi mezzi per rimanere a lungo a Taormina e soprattutto per abitare la Villa che può solo limitarsi ad ammirare esternamente, Theroux fa però un incontro, seduto ad un tavolino di un bar, con una coppia di tedeschi, un tale Haroun che accompagna una sua amica, la contessa Grafin, che sarà per lui particolarmente proficuo. Stabilitasi un’immediata amicizia tra i tre, dopo aver perlustrato assieme Taormina, Thoreox si trova un giorno ad accompagnare in macchina la contessa Grafin, desiderosa di andare a vedere uno splendido uliveto situato tra Caltanissetta e Sperlinga. Durante il viaggio, in prossimità di Troina, la macchina si ferma per un guasto. E, proprio nella suggestiva atmosfera di solitudine e deserto che il paesaggio intorno a Troina suscita, Theroux inizia a concepire un suo piano fatto di bugie e seduzioni per raggiungere il suo scopo: villeggiare a Villa Moro. Riesce a riparare la macchina, dopo gli inutili e vani tentativi dell’autista, il siciliano Fulvio; riporta a Taormina la contessa Grifin, finge di abitare già a Villa Moro, vi si reca assieme a lei, le dichiara il suo amore, diventa suo amante: rimane così due settimane in quella Villa con Grifin e l’amico tedesco che vi si trasferisce e paga regolarmente il conto del vitto e dell’alloggio (con i soldi della contessa); fin quando, fa i bagagli e sparisce, senza lasciare tracce, ritornando in America. In conclusione, Theroux, dopo quarant’anni, ripensa a quell’episodio e deduce che il segreto del suo successo di scrittore è legato a quell’esperienza vissuta in Sicilia, quando l’abilità di raccontare storie gli si rivelò e gli servì a realizzare un suo sogno: dimorare laddove già era stato Lawrence, ma anche, gli servì a capire che narrare è ’ornare’ e variare una sola e propria storia in tanti diversi e successivi racconti, nel suo caso proprio quella storia vissuta tra la calda e pullulante Taormina e la solitaria e montagnosa Troina.

Consulta anche: Leggi la recensione: Tiziano Terzani e Paul Theroux: L'Asia in treno
Consulta anche: Sito ufficiale di Paul Theroux
Consulta anche: ’At the Villa Moro’: un’avventura siciliana di Paul Theroux da Girodivite