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The Unknown Life of Jesus Christ
1890
Notovitch, Nicolas

  Asia
India
Ladakh

Anno - Date de Parution

2004

Pagine - Pages

288

Titolo originale

The Unknown Life of Jesus Christ

Lingua - language - langue

eng

Ristampa - Réédition - Reprint

2003

Traduttore

J. H. Connelly And L. Landsberg

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The Unknown Life of Jesus Christ 1890
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The Unknown Life of Jesus Christ
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The Unknown Life of Jesus Christ  

Where was Jesus and what was he doing from ages 12-30? Why does the Bible leave out this important information? Is there any truth to the myths and legends that proclaim that Jesus visited many other countries?
This book contains amazing accounts of Jesus' missing years based on an old manuscript that was found by the author in a Tibetan lamasery in the 1890's.

You will read about the author's dangerous journey to Tibet as you uncover the mystery of the "lost years" of Jesus' life.

Complete with maps, commentaries, and references

 



Recensione in lingua italiana

Cristo morì in Kashmir?

Se l’imperatore Akbar sperò inutilmente di raggiungere la sua reggia estiva in Ka-shmir prima di morire, il desiderio si è esaudito per Gesù Cristo che visse per anni nei pressi di Srinagar. Agli increduli viene data testimonianza di ciò nella moschea di Rau-zabal, dove possono visitare la tomba del profeta Issa (Gesù Cristo). Non è facile rag-giungerla nell’intrico dei vicoli della città vecchia e francamente si rimane un po’ delusi.
Le leggende dei Musulmani kashmiri raccontano che Cristo, sopravvissuto alla croci-fissione, fuggì dalla Palestina in compagnia della madre e del discepolo Tommaso, rag-giungendo prima la Siria e poi Murree, vicino a Rawalpindi, dove Maria morì e fu sepolta. Gesù e Tommaso continuarono fino al Kashmir. Il discepolo si diresse poi a meridione e morì a Chennai, mentre Gesù si fermò a Yusmarg (prato di Gesù). Non stupitevi, poiché Cristo è un grande profeta, pur di origine non divina, anche per l’Islam (in arabo il nome è Yus Asaf) ed è considerato un predecessore di Maometto.
Sposatosi con una ragazza di Pahalgam, Gesù visse fino a 85 anni. Le numerose leggende su questa sua seconda vita, raccolte anche in opuscoli recenti , includono una sua visita fino al monastero di Hemis in Ladakh! Ma questa è un’altra storia che racconte-rò più avanti.

Cristo ad Hemis

Se Srinagar può vantare di ospitare la tomba di Cristo. anche il monastero di Hemis non è da meno perché quassù egli sarebbe giunto durante le sue peregrinazioni in India compiute nel periodo fra la fanciullezza e la maturità. L’affermazione non è però fatta da qualche eminente lama tibetano o da un esponente del movimento Ahmadiuya. La leg-genda è fatta nascere dal russo Nicholas Notovitch che visitò questi luoghi nel 1887 . Egli racconta che un monaco di Mulbekh gli avrebbe rivelato l’esistenza a Lhasa ed altri mo-nasteri di manoscritti indiani che si riferivano al profeta Issa (Gesù) considerato una in-carnazione di Buddha. Raggiunta successivamente Hemis, il nostro intraprendente viag-giatore avrebbe raccolto molto materiale e trascritto alcuni testi tra i quali proprio la bio-grafia di Issa contenuta in due voluminosi libri rilegati. Solo più tardi, nel 1893, ricopian-do gli appunti si rese conto della scoperta fatta e ne trasse un libro di immediato successo che ebbe anche numerose edizioni.
Molti studiosi hanno sostenuto la possibilità che Cristo fosse venuto in contatto con elementi della dottrina buddhista. Ad Alessandria d’Egitto vi erano monaci buddhisti ed una piccola cappella esisteva già un centinaio d’anni prima della sua nascita . Gli scambi fra Medio Oriente e India erano allora molto sviluppati e non avevano ancora subito quel-la rottura che avvenne con la caduta dell’impero romano e il diffondersi dell’Islam, ma gli argomenti di Notovitch sono un semplice prodotto della fantasia: la spedizione del 1913 ha compiuto ricerche in tal senso e ne ha rilevato le incongruenze. Ciò nonostante la leg-genda ha un fascino che ancora spinge alcuni turisti occidentali ad indagare fra i monaci attorno all’esistenza di questi manoscritti. Un fantasioso giornalista ha attribuito la scom-parsa dei manoscritti addirittura ad un intervento del Vaticano!

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